Appalto assegnato a due imprese in contemporanea

Giampiero Colossi • Pubblicato il 27/12/2025 • 4 min

In Campania si delineano livelli di controllo e intimidazione che hanno coinvolto imprenditori, esponenti politici e realtà camorristiche, nell’ambito di un tessuto corruttivo mirato agli appalti nel settore dei rifiuti e delle sanificazioni sanitarie. L’indagine si concentra sull’esistenza di un meccanismo strutturato, fondato sull’evocazione del potere criminale e sull’intervento diretto per orientare le aggiudicazioni. questa trattazione espone i fatti principali emersi in sede di Riesame, evidenziando come le dichiarazioni, le intercettazioni e i documenti raccolti descrivano un contesto di pressione e protezione.

sistema ferraro e l'influenza camorristica negli appalti

Al centro delle contestazioni c’è Nicola Ferraro Fucone, ex consigliere regionale, accusato di associazione mafiosa in relazione a un presunto sistema di condizionamento degli appalti. La procura ritiene che, oltre al dominio personale, Ferraro fungesse da elemento di pressione e da garanzia per gli imprenditori disposti a pagare per facilitare l’accesso alle gare. Una parte significativa delle prove ruota intorno a dichiarazioni, intercettazioni e riscontri documentali che descrivono un metodo di influenza consolidato.

romano come intermediario e le gare dei rifiuti

Un ruolo chiave è attribuito a Domenico Romano, indagato ritenuto uno degli intermediari tra Ferraro e le imprese. Secondo quanto testimoniato, Romano avrebbe contattato aziende interessate a ottenere un esito favorevole presentandosi come persona in grado di influenzare l’esito delle gare. Nello specifico, l’inchiesta riguarda l’assegnazione del servizio di raccolta rifiuti nel Comune di Arienzo. Romano avrebbe avviato contatti con Econova e Czeta, illustrando la possibilità di pilotare l’esito della procedura. Per l’aggiudicazione sarebbe intervenuta Econova, ma Romano avrebbe riferito agli inquirenti che, al termine della gara, gli sarebbe stata consegnata una somma come anticipo di una somma ben più ampia.

dinamiche tra imprese e passaggi contrattuali

Secondo il quadro investigativo, la vittoria di Econova non sarebbe stata soltanto frutto di un intervento sulla stazione appaltante, ma, una volta chiusa la procedura, il pagamento sarebbe stato destinato a creare un legame di dipendenza economica. Le indagini evidenziano fissazioni di somme e promesse di pagamenti, con l’indagine che segnala anche trasferimenti di denaro legati a reti di relazioni familiari tra le imprese coinvolte. I fratelli Amalfitano – distinti dagli elementi indagati – avrebbero presunto legami con Econova e con una quota societaria intestata a una componente dell’assetto aziendale, elementi che l’accusa ritiene possano configurare un controllo indiretto ancora da accertare nelle sedi competenti. In parallelo, Ferraro avrebbe esercitato pressioni per rimuovere Econova dall’appalto e far subentrare Czeta, ottenendo il passaggio del servizio tra settembre e ottobre 2021.

intervento e ruolo di ferraro

Il tema centrale resta la presunta capacità di Ferraro di interfacciarsi con ambienti camorristici per garantire la cosiddetta “tranquillità sociale” agli imprenditori coinvolti. L’azione di Ferraro sarebbe stata accompagnata da interventi mirati che hanno determinato la risoluzione di contratti e l’applicazione di facilitazioni nel sistema di assegnazione degli appalti, come testimoniato da dialoghi intercettati. Le registrazioni indicano un intervento diretto per impedire ostacoli all’operatività delle imprese, non semplici intermediari ma figure in grado di dialogare con reti criminali.

elementi probatori e intercettazioni decisive

Tra gli elementi chiave dell’inchiesta figurano intercettazioni considerate decisive e riferimenti a pagamenti e pressioni esercitate per assicurare la quiete degli interessati. In una conversazione, Romano descriveva l’intesa con la famiglia Ilario mirata al pagamento di una somma complessiva, con parti già versate e altre ancora da saldare. Altre tracce audio hanno riportato timori del tessuto imprenditoriale circa la possibilità che Ferraro intervenisse direttamente per contenere ostacoli e garantire il prosieguo degli accordi. Il quadro probatorio, se confermato, indicherebbe un utilizzo sistemico della rete criminale per favorire certe imprese rispetto ad altre.

nomi coinvolti e stato dell’indagine

L’indagine coinvolge diverse figure tra politici, imprenditori e soggetti legati al mondo camorristico, con l’ufficio del Riesame chiamato a valutare la sussistenza delle condizioni per ulteriori misure cautelari. Le posizioni restano al vaglio dell’autorità giudiziaria, con l’esame delleplici elementi di prova già presentati nel fascicolo.

Figure chiave interessate dall’inchiesta includono nomi come Nicola Ferraro Fucone, Domenico Romano, Giuseppe Amalfitano, Gennaro Amalfitano, Ilario Aniello, Luigi Bosco, Antonio Moraca, Felice Foresta, Paolo Verolla, Luigi Verolla, Carlo Ciummo, Vittorio Ciummo, oltre ad altri nomi citati nel contesto dell’inchiesta. La documentazione e le testimonianze successive potrebbero definire meglio i ruoli e la responsabilità di ciascuno in eventuali sviluppi processuali.

figure principali coinvolte

  • Domenico Romano
  • Nicola Ferraro Fucone
  • Giuseppe Amalfitano
  • Gennaro Amalfitano
  • Ilario Aniello
  • Luigi Bosco
  • Antonio Moraca
  • Felice Foresta
  • Paolo Verolla
  • Luigi Verolla
  • Carlo Ciummo
  • Vittorio Ciummo
Domenico Romano e Nicola Ferraro
Categorie: Cronaca

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