Ardea, il Tribunale conferma i canoni per lo stabilimento: il Comune vince (con un'eccezione)

Giampiero Colossi • Pubblicato il 16/12/2025 • 3 min

Una decisione recente del Tar Lazio conclude una lunga contesa tra l’amministrazione comunale di Ardea e un noto stabilimento balneare. al centro della vicenda i canoni demaniali marittimi relativi a più annualità e un conguaglio superiore alla norma, valutati in presenza di opere e manufatti sull’area demaniale. la pronuncia chiarisce criteri operativi su come si misura il canone quando esistono strutture fisse e quali effetti abbiano tali opere sul valore economico della concessione.

canone demaniale e opere sul demanio

Secondo la Corte, quando le opere realizzate sull’area demaniale sono considerate parte integrante del patrimonio demaniale, il canone può essere maggiorato rispetto all’uso puramente autorizzato della arenile. In sostanza, il giudice distingue tra uso dell’arenile e la presenza di opere che incidono sul valore della concessione, includendole nel calcolo del canone. Questa impostazione Unionale consente di riconoscere un incremento economico legato alla permanenza di elementi strutturali che modificano l’equilibrio tra concessione e reddito generato dall’occupazione.

la logica giuridica della decisione

La decisione poggia su un principio chiave: al termine della concessione, le opere non facilmente removibili realizzate sul suolo pubblico, se ritenute permanenti, possono passare automaticamente al Demanio, salvo diverse clausole indicate nella concessione. Tale passaggio fonda l’inquadramento delle opere come pertinenze demaniali e giustifica, di conseguenza, l’applicazione del canone maggiorato. L’esito del ragionamento fa scendere in primo piano una lettura pragmatica della situazione: le opere permanenti influiscono sul valore della concessione e quindi sull’ammontare dovuto all’Ente pubblico.

passaggio delle opere allo Stato

La trattazione ruota attorno a una regola semplice ma determinante: alla scadenza della concessione, gli elementi strutturali fissi realizzati dall’operatore che non possono essere rapidamente rimossi entrano nel patrimonio dello Stato. Se non diversamente previsto dalla scrittura concessoria, questa acquisizione giustifica la classificazione delle opere come demaniali e sostiene l’applicazione di canoni più elevati per la nuova fase gestionale della linea costiera interessata.

attività commerciali nello stabilimento e riflessi economici

Un aspetto centrale riguarda le attività svolte nello stabilimento stesso, come la somministrazione e la ristorazione. Il Tribunale conferma che, se tali attività producono reddito in modo equivalente a un esercizio commerciale, i criteri economici utilizzati per determinare il canone li trattano secondo la stessa logica commerciale. Conseguentemente, anche su questa dimensione, l’ente locale ottiene una valutazione favorevole, consolidando l’adeguamento del canone agli standard economici applicabili alle attività sul demanio.

l’aspetto prescrizionale e le spese

Un capitolo separato riguarda un periodo — riferito al conguaglio 2007-2010 — che è stato annullato dal Tar per prescrizione, non per vizi formali. In tale contesto, la Regione Lazio è stata esclusa dal giudizio per mancato coinvolgimento effettivo. Le spese di contenzioso sono rimaste a carico delle parti coinvolte, con ciascuna che sopporta i propri oneri legali.

Ardea, la spiaggia rutula, foto Google Maps
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Categorie: Cronaca

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