Biglietto d'ingresso alla Fontana di Trevi: la nuova tassa turistica che divide Roma
Con un intervento orientato a conciliare vivibilità urbana e fruizione crociante del patrimonio, Roma annuncia una regolamentazione per l’area antistante la Fontana di Trevi. A partire dal 1° febbraio, l’accesso alla zona più vicina al catino diventa regolato da un sistema di biglietto, con tariffe mirate tra residenti e visitatori.
fontana di trevi: accesso a pagamento in prossimità del catino
La decisione mira a ridurre i flussi e aumentare la sicurezza, mantenendo la fontana accessibile gratuitamente da lontano, ma limitando la vicinanza all’area più affollata. L’ingresso alla porzione centrale richiederà l’emissione di un ticket, trasformando una fruizione pubblica in una dinamica differenziata tra livelli di prossimità.
accesso garantito gratuitamente da lontano, pagamento da vicino
La misura prevede che la visualizzazione della fontana e l’attraversamento della piazza restino liberi da distanza, mentre l’accesso diretto alla zona ad alta concentrazione di visitatori sarà consentito solo con biglietto. Il modello intende evitare un “imbuto” di persone e favorire decoro e sicurezza senza interrompere l’offerta complessiva.
tariffe e siti interessati
Oltre alla Fontana di Trevi, dal 1° febbraio entreranno a regime biglietti per altri cinque siti comunali finora gratuiti, con una tariffa indicata in 5 euro per ciascun sito. L’obiettivo dichiarato è riallineare la gestione del patrimonio a una logica di sostenibilità, bilanciando domanda turistica e necessità residenti.
elenco dei siti interessati
- villa di massenzio
- museo napoleonico
- museo carlo baracco
- museo bilotti
- museo canonica
Secondo stime comunali, il único biglietto ravvicinato della Fontana di Trevi potrebbe generare circa 6,5 milioni di euro. L’assessore alla Cultura Massimiliano Smeriglio ha evidenziato che la misura accorcia le distanze tra turismo e residenti, sostenendo che Roma non è solo una città di visitatori ma anche di persone residenti in carne e ossa. Il messaggio è chiaro: le entrate servono a garantire gratuità e accessibilità ai romani.
La questione resta al centro di un dibattito pubblico: si tratta di proteggere la qualità della vita cittadina o di trasformare un luogo simbolico in una “corsia premium”? La chiave sarà la trasparenza sull’uso delle risorse, sulla gestione dei flussi e sull’efficacia della misura nel contenimento di caos e microcriminalità, senza snaturare la piazza come spazio pubblico.
personalità coinvolte nella decisione
- Roberto Gualtieri
- Massimiliano Smeriglio

