Confessa un indagato per tangenti nel settore dei rifiuti
Nel contesto di un’indagine della Direzione distrettuale antimafia di Napoli sul cosiddetto sistema Ferraro, emergono nuovi elementi che approfondiscono una rete di relazioni tra imprenditori, amministratori locali e figure legate al mondo criminale, finalizzata a orientare appalti nel settore della raccolta rifiuti e delle sanificazioni. L’inchiesta, già nota per episodi eclatanti e per decisioni processuali discusse, continua a portare alla luce dinamiche corruttive legate a decisioni pubbliche di rilievo.
sistema ferraro: nuove dichiarazioni e sviluppi
Una nuova presa di posizione arriva da Aniello Ilario, rappresentante della Czeta, società attiva nel comparto dell’igiene urbana. Secondo l’accusa, raccolta di prove e dichiarazioni rilasciate al pubblico ministero Maurizio Giordano hanno delineato pratiche corruttive collegate a una gara del Comune di San Giorgio del Sannio per la gestione dei rifiuti solidi urbani. In particolare, sarebbero stati versati importi corruttivi finalizzati a consolidare l’esito dell’appalto.
10mila euro versati da Ilario all’allora sindaco Angelo Ciampi e a Pietro Buonanno, presidente della commissione di gara, per assicurarsi l’aggiudicazione. Secondo l’impianto accusatorio, tali somme rappresenterebbero un acconto di un patto corruttivo da 90mila euro, da corrispondere in più tranche durante Natale, Pasqua e Ferragosto. Le dichiarazioni hanno trovato conferme in incontri descritti come decisivi, tra cui uno a Paolisi, dove sarebbe emersa la necessità di pagare per ottenere l’appalto.
Di fronte al pm, Ilario ha riferito di aver incontrato Ciampi inizialmente tramite un intermediario, proseguendo con ulteriori appuntamenti per non coinvolgere altre persone della sua cerchia. L’imprenditore ha indicato anche una serie di incontri successivi, in cui avrebbe consegnato ulteriori somme, tra cui una serie di incontri in bar a Napoli documentati dai carabinieri. Il meccanismo corruttivo sembrerebbe aver coinvolto anche altre realtà della Valle di Suessola, dove Czeta si era classificata seconda e dove, secondo l’indagine, l’esclusione della prima classificata avrebbe aperto la via all’assegnazione.
L’indagine colloca episodi anche a Arienzo, dove è emersa la figura di Domenico Romano, descritto come braccio destro di Nicola Ferraro. L’imprenditore avrebbe avuto contatti diretti con Romano e con altri soggetti, facilitando così una rete di tangenti in ambito rifiuti. Appartengono al quadro indiziato riferimenti a Minuccio ’o pazzaglione, noto a San Felice a Cancello, che avrebbe chiesto somme aggiuntive per superare ostacoli amministrativi. Le dichiarazioni di Ilario evidenziano anche contatti con Domenico Romano e una dimensione di collegamento tra Romano e Ferraro nel contesto dell’organizzazione.
Le dichiarazioni rese in sede processuale sono state presentate nell’ambito di un appello al Riesame promosso dalla Dda per dissolvere i dubbi sul diniego delle misure cautelari. Sul piano politico-giudiziario, la Dda sostiene la tesi di una struttura associativa di stampo mafioso legata a Nicola Ferraro, che avrebbe influito sull’assegnazione di appalti nel settore dei rifiuti e della sanificazione, con riferimenti anche a episodi precedenti nella regione.
la posizione della procura e l’appello al riesame
La procura di Napoli ritiene robusta l’ipotesi di associazione mafiosa nei confronti di Ferraro, che compare ora libero ma con precedenti per concorso esterno al clan dei Casalesi. Per questa ragione, la Dda ha presentato ricorso al Riesame per contestare il diniego delle misure cautelari iniziali. Parallelamente, è stata attivata un’azione nei confronti di altri soggetti indicati dal pm: Luigi Bosco, ex consigliere regionale e ora coordinatore regionale di Azione; Amedeo Balsotti, ex direttore generale dell’Asl di Caserta; Angelo Ciampi, ex sindaco di San Giorgio del Sannio; Domenico Raimo, Luigi Grimaldi; oltre a figure legate a diversi appalti in ambito urbano e sanitario. In questi casi, però, il Riesame ha rinunciato all’appello riguardo a specifiche posizioni, mantenendo l’azione su altri indagati.
L’udienza davanti al Tribunale del Riesame continuerà nel gennaio successivo. Tutti gli indagati restano presumibilmente innocenti fino a sentenza definitiva.
prospettive e contesto operativo
La Dda resta focalizzata sull’ipotesi di una rete stabile di tangenti nel settore dei rifiuti e sui contatti tra imprenditori e esponenti politici finalizzati all’assegnazione di appalti, con particolare attenzione a transazioni e incontri documentati dalle forze dell’ordine. L’inchiesta prosegue nel quadro delle indagini in corso, con esiti che potrebbero influenzare ulteriori sviluppi processuali e misure cautelari.
Elenco dei soggetti menzionati in questa trattazione:
- Nicola Ferraro
- Giuseppe Guida
- Angelo Ciampi
- Pietro Buonanno
- Aniello Ilario
- Domenico Romano
- Domenico Raimo
- Luigi Grimaldi
- Luigi Bosco
- Amedeo Balsotti
- Antonio Moraca
- Felice Foresta
- Giuseppe Rea
- Luigi Rea
- Paolo Verolla
- Luigi Verolla
- Carlo Ciummo
- Vittorio Ciummo
- Minuccio “o pazzaglione”
- Giuseppe Ilario
- Paolo Buonanno
