Fiumicino supera i 50 milioni di passeggeri: record storico e Natale esaurito, ma la politica non decolla.
In un periodo cruciale per la mobilità e l’economia della capitale, l’aeroporto di Fiumicino ha segnato un traguardo storico: superare la soglia di 50 milioni di passeggeri in un singolo anno. Si tratta di una cifra che va oltre la mera statistica, riflettendo una Roma che riacquista centralità europea nel turismo, nel commercio e nei flussi di lavoro. Il nostro territorio sta vivendo un mutamento di pelle, trainato da dinamiche di domanda internazionale e da una domanda interna che trova nel alleviato peso delle operazioni aeroportuali un motore di crescita.
aeroporto di fiumicino: oltre 50 milioni di passeggeri e un ruolo hub
La progressione recente non si ferma qui: per il 2025 si prevede di superare 51 milioni di passeggeri, con una crescita superiore al 4% rispetto all’anno precedente. Il contesto operativo è segnato da un network esteso: 240 destinazioni, oltre 30 nuove rotte e un parterre di circa 100 compagnie, tra cui nuovi vettori entrati nel network. Si consolida la strategia dell’hub, non più semplice scalo ma nodo di collegamento capace di ridisegnare i flussi e la geografia delle rotte nel Sud Europa.
rete globale e nuove rotte: motori della crescita
La disposizione di collegamenti internazionali e il rafforzamento di rotte esistenti hanno trasformato Fiumicino in una piattaforma capace di assorbire traffico stagionale e domanda continua. L’espansione delle destinazioni e l’afflusso di nuovi vettori hanno ampliato la quota di passeggeri diretti verso l’estero, con una capacità operativa che si declina in varietà di opzioni per i passeggeri e per le aziende.
tra america e asia: voli a lungo raggio che guidano il traffico
Il motore principale resta il lungo raggio: nella componente nordamericana si registra una quota significativa, con circa 4,7 milioni di passeggeri. L’estate si distingue per picchi di partenze giornaliere nell’ordine delle 40 a giorno, mentre la domanda continua a crescere anche fuori stagione. L’ Asia risulta in crescita, con movimenti in aumento e un ritorno di collegamenti chiave verso Corea e Giappone, insieme a riposizionamenti di rotte che hanno un peso nella percezione internazionale di Roma. Il corto e medio raggio resta una base solida alimentata da compagnie che vedono Fiumicino come casa operativa.
un quadro industriale: itA-lufthansa e investimenti
Il boom non è casuale: l’asse tra ITA e Lufthansa si inserisce in una cornice industriale significativa, capace di consolidare Roma come hub del Sud Europa. In parallelo, è in atto un piano di sviluppo che prevede miliardi di investimenti autofinanziati, tradotti in cantieri, lavoro, indotto e appalti. Il risultato è una dinamica ben più ampia di una mera crescita di passeggeri: una rete di servizi, infrastrutture e opportunità che coinvolge il territorio e influenza la governance locale attraverso la creazione di opportunità economiche e occupazionali.
il paradosso dei castelli: progresso dell’hub e tensioni territoriali
accanto al tracciato di crescita si sviluppa una realtà locale complessa: i Castelli Romani e i comuni limitrofi vivono una dinamica di contrapposizioni tra il ritmo operazionale dell’aeroporto e la gestione politica del territorio. Un episodio simbolico, la “crisi del traliccio” di via di Valle Pozzo, ha scatenato proteste, ordinanze e ricorsi, trasformando la questione in un tema politico acceso. In questo contesto è emersa una sfiducia verso l’amministrazione guidata dall’ex sindaco Borelli, dimostrando come le dimensioni infrastrutturali possano convivere con tensioni politiche locali. Il potenziale di crescita resta reale, ma la lezione è chiara: per valorizzare l’hub è necessario un equilibrio tra sviluppo e coesione territoriale.
Tra i protagonisti della scena locale figura Borelli, ex sindaco di Albano, riconosciuto tra le figure interessate dal dibattito legato alle scelte urbanistiche e alle ricadute sull’occupazione.
- Borelli — ex sindaco di Albano

