Imprenditore romano arrestato per frode ,5 milioni nel settore telecomunicazioni

Giampiero Colossi • Pubblicato il 23/12/2025 • 4 min

Un caso di frode di notevole ampiezza lega l’attività di un imprenditore nel settore tecnologico e delle telecomunicazioni a Roma, con l’arresto ai domiciliari disposto dal Gip. L’indagine, coordinata dalla Procura capitolina, ha ricostruito un sistema che andava oltre la gestione di dati e flussi digitali, estendendosi a fatture e crediti fiscali fittizi. La complessità dell’impianto indaga ha posto al centro l’evoluzione di pratiche aziendali volte a generare vantaggi fiscali attraverso strutture di fatturazione che non trovavano riscontro reale.

traffico telefonico fittizio e fatture iva fantasma

Secondo la procura, l’imprenditore avrebbe ideato una finta intermediazione di traffico telefonico internazionale, nota come trading telefonico, utilizzata come copertura per creare crediti IVA inesistenti. Questo meccanismo avrebbe permesso ad alcune società italiane di ridurre il peso fiscale mediante la compensazione di pagamenti reali simulati. Il cuore del sistema ruotava attorno a controlli tecnici complessi, in un ambito poco trasparente dove la possibilità di dissimulare operazioni era elevata.

dinamica operativa e strumenti utilizzati

Al centro dell’inchiesta c’erano tre piattaforme digitali, collegabili a società irlandesi riconducibili allo stesso imprenditore. Le piattaforme avrebbero simulato volumi di traffico telefonico orientati principalmente verso lo Zambia, generando fatturazioni milionarie che non trovavano riscontro nei dati registrati. Nel periodo di sei mesi del 2021, sono state emesse fatture per oltre 7 milioni di euro, con circa 1,3 milioni di IVA, non corrispondenti all’andamento reale del traffico.

piattaforme digitali irlandesi e contesto internazionale

La ricostruzione indica che le attività ruotassero attorno a una rete di società cartiere italiane e altri soggetti con sede in Stati membri dell’Unione Europea. Le prime emettevano fatture con IVA non versata, mentre le seconde consentivano di registrare operazioni intracomunitarie che generavano crediti IVA utilizzabili in compensazione. Grazie a un meccanismo di compensazione automatica gestito dalle stesse piattaforme, una società italiana riusciva a maturare crediti fiscali superiori ai pagamenti effettivi.

società cartiere e crediti iva

Il quadro contabile evidenziava una rete di società cartiere italiane e di imprese europee: le italiane emettevano fatture con IVA che non veniva versata; le estere facilitavano la chiusura del giro come operazioni intracomunitarie, alimentando crediti IVA che venivano poi impiegati nella compensazione. L’impianto si basava su un sistema automatico di gestione dei flussi che permetteva di accumulare crediti molto superiori agli esborsi reali.

meccanismo di generazione e utilizzo dei crediti

In questa dinamica, i crediti IVA maturati venivano utilizzati per compensazioni, consolidando un flusso fittizio di liquidità che sfuggiva al controllo di entrate e uscite reali. L’operazione finiva per mettere in discussione la correttezza delle scritture e la veridicità delle transazioni dichiarate dalle aziende coinvolte.

danno all'erario e numeri chiave

Il danno all’Erario, secondo la ricostruzione, supera i 2,5 milioni di euro. Circa 1,3 milioni derivano dall’IVA non versata da società fittizie, mentre circa 1,2 milioni derivano da compensazioni indebite. Complessivamente sono cinque indagati, di cui due residenti tra l’Irlanda del Nord e il Regno Unito, con società che avrebbero emesso fatture per operazioni inesistenti per oltre 60 milioni di euro in due anni.

esito dell'inchiesta e misure cautelari

Oltre all’arresto di O.T., è stata disposta una misura interdittiva nei confronti di P.M., amministratore della società che utilizzava le piattaforme e figura imprenditoriale nota nel settore dei call center, ritenuto coinvolto nel sistema fraudolento.

coinvolgimento internazionale e situazione degli indagati

Nel contesto investigativo emergono elementi relativi a soggetti residenti in Irlanda del Nord e nel Regno Unito, collegati alle reti operative europee. Le verifiche hanno evidenziato discrepanze tra traffico dichiarato e flussi certificati dalle autorità regolatorie locali.

La presente ricostruzione si concentra sui fatti descritti dall’inchiesta e sulle cifre riportate, mantenendo fedeltà alle informazioni originarie senza aggiunte successive.

Personaggi principali emergenti dall’inchiesta:

  • O.T.
  • P.M.
Guardia di Finanza
Imprenditore romano arrestato per frode ,5 milioni nel settore telecomunicazioni
Categorie: Cronaca

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