La piazza di droga al Royal Residence era gestita Gabriele
Nel quadro di un’inchiesta che ha portato all’emissione di undici misure cautelari, emergono profili chiave su una rete operante nel Royal Residence di Napoli. Giovanni Gabriele, indicato dagli inquirenti come perno della piazza di spaccio, viene descritto come referente indiscusso di un gruppo in grado di gestire il condominio con dinamiche paramilitari. Le testimonianze dell’amministratore e di diversi residenti lo ritrae come punto di snodo dell’organizzazione: ai suoi ordini agivano i pusher attivi nello stabile e i clienti si rivolgono a lui anche nelle ore notturne. Le risultanze indicano che la centralità operativa gravita intorno alla sua abitazione, teatro di visite costanti, presenze di vedette nell’androne e cessioni di droga svolte a pochi passi dagli appartamenti familiari.
- l’amministratore
- diversi residenti
- i pusher attivi nello stabile
- i diretti esecutori
- i clienti che si rivolgevano al punto di contatto
giovanni gabriele come perno della piazza di spaccio al royal residence
La ricostruzione degli inquirenti evidenzia che l’attività investigativa ha collocato il baricentro del traffico attorno all’abitazione del quarantenne, con visite continue di clienti, presenza di vedette nell’androne e cessioni di droga concludevano a ridosso degli appartamenti familiari. Alcune testimonianze riferiscono anche intimidazioni e minacce rivolte a chi denunciava anomalie. Secondo la ricostruzione, Gabriele avrebbe diretto un gruppo strutturato che importava nel complesso dinamiche tipiche di quartieri ad alta densità criminale, includendo anche il figlio Salvatore nel sistema di gestione. Tutti gli indagati restano, comunque, innocenti fino a sentenza definitiva.
- l’amministratore
- diversi residenti
- i pusher attivi nello stabile
- i membri del gruppo operativo
