Laghetto di Villa Pamphilj a Roma prosciugato: fango e silenzio preannunciano un disastro ambientale
Questo resoconto sintetico descrive la situazione critica del laghetto di Villa Pamphilj, dove l’acqua ha smesso di scorrere, la cascata storica è asciutta e l’area circostante presenta segnali concreti di degrado. l’equilibrio ecologico appare compromesso e la fragilità dell’habitat emerge in modo evidente, richiedendo attenzione immediata da parte delle istituzioni e della comunità locale.
laghetto di villa pamphilj: crisi idrica e degrado ambientale
Lo stato attuale è segnato da una evidente riduzione della presenza d’acqua e da una conseguente alterazione del paesaggio acquatico: il fondale non è più visibile, il fango domina e la limpidezza lascia spazio a una distesa torbida. questa secca progressiva compromette la fauna e la vegetazione che abitano lo specchio d’acqua.
causa principale e impatti sull’ecosistema
Secondo quanto riferito dagli operatori coinvolti nel patrimonio storico, il prosciugamento è legato ai lavori di restauro delle fontane, in particolare della Fontana del Giglio, che alimenta la cascata e convoglia l’acqua verso il lago. Con l’acqua interrotta, il livello del laghetto è sceso di circa tre metri, aprendo la strada a una massiccia presenza di gabbiani che si nutrono dei pesci morti e ostacolano altre specie. Solo al termine dei lavori e con la riapertura dell’acqua si potrà assistere a una ripresa delle condizioni ambientali dell’area.
reazioni istituzionali e movimenti di sensibilizzazione
Un video diffuso da una compagnia di residenti documenta segnali difficili da ignorare, tra cui l’immobilità di una tartaruga in parte residua del bacino. Le associazioni hanno promosso un flash mob di sensibilizzazione proprio davanti al laghetto, mentre voci del panorama locale hanno definito la situazione come un danno ambientale significativo.
criticità locali e quadro di abbandono
Il contesto evidenzia aree dove la gestione appare assente: erba alta, edifici fatiscenti e spazi che diventano terra di nessuno. Nelle serre si registrano condizioni di degrado, e lungo il ponte di via Leone XIII si trovano rifugi di persone senza controllo, con rifiuti e bivacchi. Questi elementi rafforzano la percezione di incuria e di decoro urbano assente.
prospettive di intervento e stato attuale
Le proposte principali puntano a riaprire l’alimentazione idrica delle fontane e a rimettere in funzione le pompe sommerse, finora inattive. Tuttavia, il recupero completo richiederà tempo, perché occorre rialzare le sponde e bonificare le aree più degradate. Nel frattempo i gabbiani continuano a dominare l’area, limitando ulteriormente le specie presenti. Il livello dell’acqua continua a diminuire, con cali tra i 13 e i 14 centimetri nelle settimane recenti. Le autobotti promesse non hanno ancora trovato realizzazione concreta, e un cartello sul ponticello invita ad un sostegno pubblico rivolto ai responsabili dell’amministrazione per porre fine allo stato attuale.
In conclusione, la dinamica idrica e l’abbandono strutturale richiedono interventi mirati e tempestivi per avviare una riqualificazione globale dell’area e per restituire al laghetto le condizioni di habitat originarie.
nominativi presenti nel testo:
- Maria Elena Carosella
- Daniele Giannini
- Marco Doria
- Roberto Gualtieri
- Florence Nightingale
- Alfonsi

