Liceo Giulio Cesare occupato: studenti divisi dopo la "lista stupri

Giampiero Colossi • Pubblicato il 16/12/2025 • 3 min

Una tensione cresciuta nel tempo ha portato il liceo classico Giulio Cesare di Roma a una risposta collettiva: l’occupazione dell’istituto da parte degli studenti, accompagnata da richieste chiare su ascolto istituzionale e una riorganizzazione della dimensione educativa. L’episodio noto come lista stupri nei bagni ha accelerato una mobilitazione che coinvolge l’intera comunità scolastica e ha determinato un’interruzione temporanea della normale gestione didattica, affidando la parola agli studenti e alle loro prerogative di confronto.

occupazione al liceo giulio cesare: contesto e richieste

l’episodio iniziale: la lista e l’apertura di un’indagine

La diffusione della lista stupri ha provocato una reazione che ha convogliato l’attenzione delle autorità: la Procura di Roma, in collaborazione con il Tribunale dei Minori, ha avviato un’indagine per istigazione a delinquere finalizzata alla violenza sessuale. Da questa mattina l’istituto è gestito dagli studenti, che denunciano una mancanza di ascolto e una distanza crescente tra la dirigenza e la comunità scolastica.

la dinamica interna e le ragioni della protesta

Gli occupanti, nel documento politico prodotto, denunciano che la dirigente scolastica Paola Senesi appare concentrata sull’immagine dell’istituto anziché affrontare in modo concreto i problemi segnalati. La richiesta centrale è un percorso educativo serio in grado di trattare temi delicati oltre le iniziative simboliche, con un programma capace di formare menti pensanti ed educate al rispetto.

obiettivi e contenuti della protesta

Accanto al tema centrale, gli studenti chiedono un’educazione sessuo‑affettiva strutturata e una strategia educativa che superi la mera presentazione di attività passate. Il gruppo reclama un programma organico che integri le esperienze scolastiche con una formazione reale al rispetto, mirata a consolidare una cultura preventiva e inclusiva all’interno della scuola.

viaggi d’istruzione: costi e calendario

Tra le rivendicazioni figura anche la gestione dei viaggi d’istruzione. Secondo quanto riferito, alle famiglie è stato comunicato un periodo generico per le partenze delle classi terze, con una caparra di 350 euro e una proposta di viaggio verso Monaco e Vienna a gennaio, con conseguenze economiche e organizzative particolari per le famiglie degli studenti dell’ultimo anno. Tradizionalmente, tali uscite si svolgono prima delle vacanze natalizie, per non interferire con la preparazione dell’esame di maturità, e la rinuncia di alcuni docenti ha ulteriormente complicato la logistica.

clima esterno e dibattito tra studenti e docenti

All’esterno del liceo, il clima è di forte tensione: tra chi sostiene l’occupazione e chi la contesta la protesta divide opinioni. Alcune studentesse sottolineano che i viaggi, soprattutto per l’ultimo anno, rappresentano un nodo denso di costi e di logistica, superando talvolta i 700 euro a persona. Anche tra i docenti il fronte è frammentato: c’è chi invita al dialogo e chi ritiene che tale forma di dissenso non sia la via adeguata per esprimersi.

stato della protesta e prospettive

bilancio delle posizioni e prossimi passi

La situazione riflette una domanda di ascolto e di risposte pratiche su educazione, rispetto e gestione delle attività scolastiche. Il dibattito interno mette in evidenza divergenze tra chi chiede interventi strutturali e chi evidenzia limiti nelle risposte fornite finora. La versione operativa della protesta resta focalizzata sull’esigenza di dare voce alle istanze degli studenti e di ridefinire le priorità educative in relazione ai temi emersi dall’emergenza.

figure citate

Nel racconto della vicenda emergono alcune personalità. Di seguito, i nomi citati e i ruoli associati:

  • Paola Senesi – dirigente scolastica
  • Viola – studentessa dell’ultimo anno
Liceo Giulio Cesare occupato: studenti divisi dopo la "lista stupri
Categorie: Cronaca

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