Marcianise, confisca da 6 milioni a un uomo dei Belforte

Giampiero Colossi • Pubblicato il 10/12/2025 • 2 min

Questo testo sintetizza la confisca definitiva dei beni riconducibili a Angelo Pontillo, imprenditore originario di Capodrise attivo nel settore della produzione, vendita e trasporto del calcestruzzo. l’esito arriva in seguito alla conferma della cassazione, consolidando quanto disposto nei precedenti gradi di giudizio. le indagini della dia hanno permesso di delineare non solo l’effettivo patrimonio, ma anche la pericolosità qualificata derivante dai contatti emersi con il clan Belforte di Marcianise nelle precedenti inchieste.

confisca definitiva dei beni di angelo pontillo: contesto e conferma

La misura odierna riguarda due quote societarie di imprese operanti nei settori immobiliare e calcestruzzo, oltre a un insieme di patrimoni immobiliari e finanziari. La decisione è parte di un’articolata azione di prevenzione che mira a interrompere legami tra imprese e criminalità organizzata, tutelando un’economia sana e regolare.

beni confiscati e valore patrimoniale

Il patrimonio confiscato comprende 34 fabbricati, 2 terreni e diversi rapporti finanziari, distribuiti principalmente nella provincia di Caserta. Nel complesso, l’intero valore è stimato in circa 6 milioni di euro, distribuito tra società e beni mobiliari ed immobiliari associati all’attività imprenditoriale di Pontillo.

meccanismo estorsivo e dinamica operativa

Secondo gli inquirenti, il sistema illecito si articolava su due livelli: da una parte la sovrafatturazione delle forniture, destinata a generare fondi occulti a favore dei clan; dall’altra la gestione diretta degli incontri tra imprenditori ed estorsori. Il meccanismo era così collaudato che in alcuni casi gli stessi soggetti economici chiedevano indicazioni su a chi versare il pagamento, rivolgendosi all’imprenditore come punto di riferimento.

iter giudiziario e quadro istituzionale

Le misure risalgono al 2017, quando il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere – sezione Misure di Prevenzione – aveva disposto il sequestro, su proposta del procuratore della Repubblica di Napoli e del direttore della Dia. L’azione rientra in un’iniziativa istituzionale ampia volta a colpire patrimoni illeciti riconducibili a contesti mafiosi, con l’obiettivo di spezzare i legami tra impresa e criminalità organizzata.

Angelo Pontillo
Giuseppe Tallino
Categorie: Cronaca

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