Nuovo testimone emerge nell'incontro tra Luigi Bosco e Nicola Ferraro
in un contesto napoletano, l’indagine sul sistema ferraro mette in luce una rete di rapporti tra aziende, esponenti politici e dirigenti sanitari finalizzata a favorire affidamenti e gare pubbliche. il quadro emergente descrive una dinamica in cui pressioni e intrecci gestionali avrebbero mirato a influenzare procedure di gara e assegnazioni, con ripercussioni sull’igiene urbana e sui servizi di sanificazione in diverse realtà locali.
sistema ferraro: quadro dell'inchiesta
la denuncia attribuisce a nicola ferraro, noto come “fucone”, un ruolo centrale nella strutturazione di un meccanismo volto a indirizzare gli appalti verso ditte di riferimento. tra gli elementi traccia- ti dall’accusa, vi è la rete di contatti che avrebbe coinvolto imprenditori, manager pubblici e figure politiche, con l’obiettivo di consolidare affidamenti nel settore della gestione dei rifiuti e della sanificazione.
coinvolgimenti e imputazioni principali
tra i personaggi indicati dal fascicolo figurano luigi bosco, ex consigliere regionale e già assessore in caserta, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. la procura evidenzia un» presunta frequentazione tra bosco e ferraro, descrivendo incontri e percorsi condivisi durante i quali sarebbero state esplorate criticità legate alle gare pubbliche. altre figure interessate includono domenico romano, antonio moraca, felice foresta, giuseppe rea, paolo verolla e luigi verolla, nonché carlo ciummo e vittorio ciummo di cassino. la vicenda coinvolge anche roberto fiocco, titolare della firma firotek, considerato parte di una possibile turbativa d’asta.
dinamiche tra politica e imprese
secondo il contenuto investigativo, bosco avrebbe interceduto presso dirigenti di asl in benevento e caserta per favorire ditte riferibili a ferraro, in cambio di promesse di remunerazioni e posizioni lavorative per soggetti legati al sistema. i contatti avrebbero avuto luogo prevalentemente presso la sede della segreteria politica a casapulla, ma anche in contesti pubblici, come aree vicine all’uscita autostradale di caserta nord. l’imprenditore coinvolto descrive incontri in cui bosco era accompagnato da un amico politico, con una presenza rara e una situazione di contesto che, secondo l’accusa, rafforzerebbe l’impianto corruttivo.
ruolo di bosco e ferraro
nella ricostruzione, ferraro viene raffigurato non come semplice facilitatore ma come figura in grado di riattivare un controllo sull’assegnazione degli appalti. bosco, invece, è ritenuto responsabile di intermediazione con i dirigenti delle asl, finalizzata a ottenere affidamenti a favore di ditte collegate a ferraro, con l’ulteriore prospettiva di poter repartire incarichi a realtà legate al contesto casertano. il quadro comprende anche l’ipotesi di interventi volti a aggirare procedure di gara già in corso, con conseguenze su interventi di sanificazione contro la legionella e su altre procedure sanitarie.
conferme processuali e sviluppo dell’inchiesta
la procura ha integrato nuove evidenze nell’appello al riesame, per sostenere la tesi dell’esistenza di un sistema organizzato e legato al clan dei casalesi. il tribunale di napoli aveva disposto misure cautelari in passato, le quali sono state in parte riformulate in sede di riesame, mentre bosco non era stato raggiunto da provvedimenti cautelari. attualmente, la prospettiva resta orientata verso un possibile processo in cui le tesi dell’accusa dovranno essere valutate nel pieno della libertà o della restrizione delle libertà personali, in relazione a concorso esterno in associazione mafiosa, corruzione e turbativa d’asta.
tra i protagonisti e gli elementi centrali emersi nel contesto dell’indagine si evidenziano legami tra aziende, esponenti politici e dirigenti sanitari, con particolare attenzione alle gare e agli affidamenti nei servizi di igiene urbana e di sanificazione. l’andamento del procedimento dipenderà dall’esito delle prossime verifiche e dall’esame delle nuove evidenze depositate dalla Dda.
persone coinvolte nell'inchiesta (elenco descritto dalle indagini):
- Ilario Aniello
- Nicola Ferraro, alias “Fucone”
- Luigi Bosco
- Domenico Romano
- Antonio Moraca
- Felice Foresta
- Giuseppe Rea
- Paolo Verolla
- Luigi Verolla
- Carlo Ciummo
- Vittorio Ciummo
- Roberto Fiocco
- Amedeo Blasotti
