Poliziotto sequestrato e massacrato travestiti in carcere minorile a Roma

Giampiero Colossi • Pubblicato il 27/12/2025 • 4 min

Un episodio di gravità significativa riporta al centro dell’attenzione la sicurezza nelle carceri per minori e la gestione delle strutture di detenzione. I fatti descritti riguardano un gruppo di detenuti stranieri che, tutti vestiti con la stessa maglia, hanno coperto i volti per non essere identificati, hanno distrutto le telecamere e hanno sequestrato un agente, agendo poi in branco contro chi aveva tentato di imporre regole all’interno del istituto. L’intervento, seguito da ferite serie, ha coinvolto anche un secondo ufficiale e ha enfatizzato le tensioni e le difficoltà operative presenti nel contesto romano di Casal del Marmo.

carcere minorile di casal del marmo: aggressione e contesto

La sequenza degli eventi ha evidenziato una predisposizione all’azione punitiva contro chi cerca di far rispettare un insieme di norme ritenute dai detenuti come non necessarie. L’azione mirava a limitare l’identificazione degli autori e a creare un clima di impunità, con la conseguente violenza contro gli agenti presenti sul posto. Il risultato è stato un ufficiale trasportato in ospedale con prognosi di 17 giorni e un altro agente ferito durante l’intervento di controllo.

Questo episodio riaccende il dibattito sullo stato di sicurezza all’interno delle strutture per minori e sulle modalità di gestione del personale in condizioni operative complesse. La narrazione evidenzia inoltre una contrapposizione tra una narrativa di rappresentazione positiva e la realtà vissuta quotidianamente dagli operatori, chiamati a fronteggiare situazioni di alto rischio con risorse limitate.

l’esecuzione dell’aggressione

Secondo la ricostruzione, l’azione è stata impostata per colpire e ostacolare ogni possibilità di identificazione: uniforme identica, volto coperto, distruzione delle telecamere e un’intervento concertato in branco contro chi tenta di imporre regole all’interno del carcere. Le conseguenze immediate sono state lesioni e danni all’infrastruttura, accompagnate da un clima di forte tensione tra il personale operativo.

criticità gestionali e profilo degli internati

Un aspetto contestato riguarda l’età dichiarata dei detenuti: molti di essi non sarebbero minorenni o dichiarerebbero età inferiori, con possibilità di restare nel regime del carcere minorile fino ai 25 anni. Si parla di situazioni in cui persone di 22–30 anni potrebbero essere presenti come minori dichiarati, mantenendo diritti attribuiti ai minori e al contempo comportandosi come criminali. Questa discrepanza organizzativa viene indicata come uno dei nodi principali, oltre a carenze di coordinamento e di gestione interna, che incidono sull’efficacia delle misure rieducative e sulla tutela del personale.

All’interno della struttura si verificano fenomeni di spaccio, minacce e aggressioni, e i riferimenti degli operatori concordano nel descrivere una realtà in cui le misure di accompagnamento e controllo non sempre coincidono con le necessità sul campo. La pressione sul personale è evidente, con la percezione di essere esposti a rischi crescenti quando si cerca di far rispettare le regole, in un contesto che richiede interventi più mirati e strutturali.

reazioni sindacali e valutazioni operative

Le sigle sindacali hanno espresso forti preoccupazioni e chiesto interventi immediati. I rappresentanti hanno sottolineato la necessità di misure correttive e trasferimenti per garantire la sicurezza del personale, non restando su interventi meramente disciplinari. In particolare, si richiama la necessità di un cambio di passo nel sistema penitenziario minorile, ritenuto non sostenibile nelle condizioni attuali. Anche la situazione di comando è stata descritta come carente: al momento dei fatti non erano presenti né il direttore né il comandante, mancavano ispettori e sovrintendenti, e la sezione era affidata a un agente con soli tre anni di servizio. Secondo i sindacati, questa configurazione ha contribuito a un incremento delle aggressioni che terminano spesso al pronto soccorso.

nominativi di rilievo

Nella trattazione compaiono riferimenti a figure rappresentative del mondo sindacale e delle responsabilità istituzionali, indicate di seguito:

  • Massimo Costantinosegretario generale Fns Cisl Lazio
Carcere Casal Del Marmo
Poliziotto sequestrato e massacrato  travestiti in carcere minorile a Roma
Categorie: Cronaca

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