Roma, alberi secchi a Termini: il bosco urbano fallisce, piazza dei 500 resta di pietra
Il progetto di riqualificazione di piazza dei cinquecento mirava a definire una vera e propria porta verde di Roma, con una cortina di alberi davanti a Termini e percorsi pedonali immersi nel verde, come emerso dai rendering del concorso internazionale del 2021. Oggi, l’esito appare molto diverso: la piazza è dominata da pavimentazioni estese in travertino e basaltina, con una presenza arborea limitata ai margini e i pini storici a ricordare una visione originaria molto diversa.
piazza dei cinquecento: trasformazione e criticità
ambizione iniziale
Il progetto puntava a unamento urbano distinto, con una gestione ordinata, funzionale e moderna dell’area di ingresso alla stazione. L’intervento è stato inserito tra le opere strategiche legate al Giubileo, con anfas incaricata da Ferrovie dello Stato per conto dell’Anas. Era prevista una vera e propria iconografia di verde che avrebbe accompagnato l’accessibilità e la fruizione pubblica.
stato attuale
Al momento, però, si legge una piattaforma di pietra dominante, con poche tracce di verde ben visibili. Il verde presente è contenuto e concentrato ai margini, mentre la componente vegetale iniziale è stata fortemente ridimensionata rispetto all’idea originale.
il bilancio del verde: alberi piantati e sopravvivenza
numeri chiave
Un rilievo di campo su una rete GIS dedicata ha contato 92 alberi piantati nelle diverse porzioni dell’intervento. Tra questi, 34 risultano morti o secchi, pari a un 37% di mancato attecchimento.
zone particolarmente interessate
In alcuni tratti, come l’esedra di Giovanni Paolo II o il filare lungo la zona bus nord, il dato è particolarmente grave: in tali segmenti, molti alberi sono irrecuperabilmente persi.
ridimensionamenti funzionali: il bike hub sparito
posizione e contenuto originari
Era prevista una bike hub, un parcheggio attrezzato per biciclette private e in sharing, come centro nevralgico della mobilità dolce e presidio sociale nella piazza.
stato attuale
Nella versione attuale è stato rinviato a una futura seconda fase, non ancora definita. Al suo posto permane principalmente la pavimentazione, con le motivazioni ufficiali che citano vincoli tecnici, locali della metropolitana e ritrovamenti archeologici.
conclusione: tra promessa verde e realtà
Al completamento, la piazza promette una convivenza tra ordine e funzione rivolta al traffico e ai pedoni, ma resta la domanda su dove sia finito il bosco urbano promesso. L’immagine di una piazza-vetrina si scontra con una realtà di pietra dominante, alberi viventi ridotti e una percezione di greenwashing urbano in una città che affronta isole di calore e smog. L’esito resta emblematico: una trasformazione di facciata che, pur migliorando la fruibilità, appare distante dall’impegno verde inizialmente annunciato.

