Roma condannata a risarcire per l'esclusione di una bambina disabile servizi scolastici
Roma è al centro di una questione cruciale che riguarda la continuità dell’assistenza per una bambina con disabilità gravissima, ospitata in una casa famiglia. La vicenda mette in evidenza i meccanismi di funzionamento tra Regione, Asl e Comune e la responsabilità di assicurare prestazioni essenziali senza che la gestione delle risorse diventi un ostacolo per la persona assistita e per la sua famiglia. La decisione della magistratura amministrativa ha rilanciato il tema della continuità del servizio, evitando che una controversia tra enti incidesse sul bene primario della cura.
continuità assistenziale al centro della controversia
La situazione riguarda la copertura economica delle spese per l’assistenza di una giovane residente a Roma che necessita di assistenza continuativa in una struttura specializzata. La gestione della spesa ha attraversato diverse tornate decisionali tra Enti: Regione Lazio, Asl Roma 1 e Comune di Roma, con l’ente locale che ha inizialmente negato la copertura in seguito a una riformulazione della copertura stessa.
Il contesto contabile e organizzativo è stato oggetto di contenzioso: la Regione ha ridefinito nel tempo i criteri di attribuzione della spesa, invitando le Asl a cessare i pagamenti per i ricoveri socio‑assistenziali. Da quel momento Roma ha sostenuto di non poter garantire ulteriormente la provvista, generando ricorsi che hanno coinvolto il Tribunale Amministrativo Regionale. Il Tar Lazio ha chiarito che l’interruzione dell’assistenza non può essere imputata al solo scambio di atti tra enti, in quanto la persona fragile deve continuare a ricevere la cura necessaria.
La Corte ha inoltre precisato che una delibera regionale di programmazione economica non costituisce un ostacolo per l’intervento comunale: quando la Regione interrompe i pagamenti, non si crea un divieto per il Comune, ma si impone a quest’ultimo di garantire la continuità del servizio ai sensi della residenza e delle necessità della persona.
cronologia degli atti tra regione, asl e comune
fase iniziale: finanziamento dall’asl roma 1
Per anni la retta è stata sostenuta dal sistema sanitario regionale tramite l’Asl Roma 1, nel contesto di un supporto a persone fragili e senza tetto, includendo la bambina al centro del caso.
la svolta del 2024: cambio di copertura
Nel 2024 la Regione Lazio ha ridefinito la copertura e ha invitato le Asl a cessare i pagamenti per i ricoveri socio‑assistenziali. Da quel momento il Comune ha sostenuto di non poter più garantire la copertura, portando la famiglia a ricorrere al Tar.
giudizi e sospensioni
A febbraio, i giudici hanno disposto una sospensione in via d’urgenza, segnale chiaro che la vicenda non si risolveva con una questione meramente contabile. Il Tar ha ritenuto che la continuità assistenziale fosse una condizione prioritaria, in quanto riguarda una persona residente e non una prestazione sanitario‑ospedaliera isolata.
posizioni istituzionali e responsabilità politica
La sentenza attribuisce responsabilità alle istituzioni governative nella gestione dei disallineamenti tra amministrazioni, sottolineando che eventuali errori procedurali o tensioni di bilancio non possono gravare sulla persona disabile né sulla sua famiglia. L’ente municipale non può sottrarsi al proprio obbligo di garantire la continuità del servizio né utilizzare la burocrazia come ostacolo alla tutela dei diritti. La questione, originariamente tecnico‑amministrativa, è ora da ricondurre a una responsabilità politica e organizzativa.
prospettive future e orientamenti giuridici
Secondo l’esito del pronunciamento, Roma può avviare un ricorso al Consiglio di Stato, ma tale percorso comporta un allungamento dei tempi e ulteriori risorse, con effetti potenzialmente pesanti per la famiglia che chiede stabilità. La decisione della giustizia amministrativa invita a una soluzione concreta e tempestiva che eviti nuovi strascichi, in modo da assicurare senza indugi l’assistenza necessaria alla bambina e a chi si trovi in condizioni analoghe.
In questione non si tratta di una mera assegnazione di competenze, bensì della tutela immediata e continuativa dei bisogni quotidiani di una persona fragile, che richiede assistenza stabile e supporto costante.
personaggi, ospiti o membri del cast
- Roberto Gualtieri
- Barbara Funari

