Roma invasa rifiuti dopo le feste: il Lazio fanalino di coda nella raccolta differenziata

Giampiero Colossi • Pubblicato il 29/12/2025 • 3 min

Nel Lazio la gestione dei rifiuti mostra segnali di criticità significativi, accentuati dai picchi di consumo tipici delle festività e dall’assenza di una rete impiantistica adeguata. Nei quartieri di Roma si osservano cumuli di scatoloni, buste e cartacce ai margini dei cassonetti, accompagnati da zone verdi dove le foglie accumulate creano rischi per anziani e persone fragili. L’intero scenario evidenzia un problema strutturale che va oltre la singola emergenza temporanea, con una differenziata regionale ancora al di sotto della media nazionale.

rifiuti e raccolta differenziata nel lazio: contesto e indicatori

cronaca della situazione a roma

Nelle aree centrali e periferiche della Capitale, la gestione quotidiana dei rifiuti risente di ritardi nella raccolta, soprattutto dopo periodi di maggiore consumo. Le strade e i marciapiedi mostrano tracce di scarico non conforme, e la permanenza di materiali vicino ai contenitori testimonia una domanda infrastrutturale non pienamente soddisfatta. L’incuria di chi scarica rifiuti senza rispettare le regole rimane un fattore ricorrente che aggrava la situazione in più contesti urbani.

la fotografia numerica della regione

La realtà del Lazio si distingue per una differenziata che resta inferiore alla media nazionale: nel 2024 la produzione di rifiuti urbani si è attestata intorno a 2,9 milioni di tonnellate, con una percentuale di raccolta differenziata vicina al 56%. Roma contribuisce in modo rilevante al totale regionale, con un dato pro capite che si aggira sui 600 kg all’anno, posizionando la Capitale tra i comuni con volumi elevati in Italia.

dinamiche di sistema e fragilità strutturali

Il contesto post-natalizio non è un evento isolato: l’intera filiera diventa meno resiliente quando si verifica un incremento repentino della domanda di raccolta. Da anni si registrano criticità legate a soluzioni tampone e a scelte rimandate, e la chiusura di Malagrotta ha esposto una lacuna impiantistica che la città non ha saputo colmare rapidamente. Quando una parte della catena operative si inceppa, gli effetti si manifestano direttamente sui marciapiedi e nelle aree urbane soggette a maggiore affluenza.

nodo politico: impianti, costi e gestione

impatti della fragilità impiantistica

La raccolta differenziata dipende in larga misura dalla disponibilità di impianti capaci di trattare gli scarti organici e verdi. Nel Lazio la carenza di impianti amplifica i costi e la logistica, costringendo spesso a destinare i rifiuti oltre i confini regionali. Il risultato è una dipendenza da altri territori e una spesa compressa tra trasporti e gestione.

prospettive di intervento e marcia avanti

La strada indicata dall’analisi evidenzia la necessità di potenziare la rete impiantistica e di accelerare i percorsi autorizzativi per i nuovi impianti. L’obiettivo è rendere più efficiente la gestione delle frazioni organiche e del verde, riducendo al contempo i tempi di smaltimento e i costi associati, e allineando le politiche regionali alle esigenze di una popolazione e di una produzione di rifiuti di rilievo.

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