Sogno di Gabriele: una nuova Scampia sul litorale domizio dopo la fuga 'area nord di Napoli
un profilo dettagliato delle dinamiche criminali che hanno trasformato castel volturno mostra come un territorio segnato da una fallita vocazione turistica sia diventato epicentro di potere illecita. l’attenzione si concentra sul ruolo di una base operativa all’interno del condominio Royal Residence, a pinetamare, e sui legami tra la famiglia gabriele e le reti criminali di scampia. l’analisi evidenzia inoltre come l’assetto urbano, la gestione del territorio e le altre componenti dell’organizzazione abbiano inciso sul tessuto sociale locale.
contesto storico e trasformazione di castel volturno
la vocazione turistica originaria degli anni ’60, accompagnata da una forte speculazione edilizia, ha favorito la costruzione di grandi complessi immobiliari. quando il progetto turistico non si è realizzato, molti condomini sono rimasti abbandonati, finendo nel mirino di gruppi criminali che hanno stabilito la loro roccaforte nelle strutture dismesse. questa evoluzione ha favorito l’emergere di una zona di influenza all’interno della quale il degrado sociale ha trovato terreno fertile per anni.
la conformazione del Royal Residence e le difficoltà operative
il Royal Residence si distingue per la sua estensione: nove piani di altezza e un assetto orizzontale che si snoda su decine di metri, elementi che hanno ostacolato le azioni delle forze dell’ordine. i lunghi corridoi che conducono agli appartamenti hanno favorito la formazione di una piazza di spaccio presente lungo tutto l’arco della giornata, rendendo difficile penetrare nelle unità abitative.
la base operativa nel royal residence
nel corso degli anni, la famiglia gabriele ha occupato varie unità abitative, sottraendole ai proprietari legittimi e trasformando l’area in una zona franca dove le attività illecite trovano terreno fertile. le dinamiche descritte indicano come il condominio sia divenuto un fulcro per i traffici di sostanze destinate al mercato locale, con una presenza costante e operativa 24 ore su 24.
la famiglia gabriele e la gestione del traffico di sostanze
salvatore gabriele, originario di scampia, è emerso come figura centrale nell’assetto criminale legato alle attività nel litorale domizio. noto con il soprannome «o Spagnuolo» (o sasà), è stato per lungo tempo al centro di indagini e sequentiali sviluppi. i report indicano che, dopo periodi di latitanza, la sua cattura è avvenuta nel Royal Residence nel gennaio del 2023, chiudendo una fase di ricerca da parte delle autorità.
carmine guerriero e la cronaca della sua uccisione
carmine guerriero, alias ronaldo, figura legata al clan degli ’scissionisti e già affiliato al clan prestieri, era latitante all’epoca degli eventi descritti. aveva numerosi precedenti penali ed era sottoposto a due ordinanze di custodia, una delle quali per omicidio. il 26enne guerriero è stato eliminato in un agguato il 23 dicembre, davanti al lotto dei Puffi, in circostanze che hanno segnato una delle fasi più violente della lunga faida di Scampia. secondo le indagini, la sua morte ha accelerato la migrazione della famiglia gabriele altrove, per poi tornare nel contesto del Royal Residence.
dinamiche criminali e impatto sul territorio
l’insieme investigativo descrive una piazza di spaccio aperta 24 ore su 24, alimentata da dinamiche che collegano il modello di scampia alle attività locali. la presenza di figure provenienti dal napoletano e la rete di contatti tra clan hanno determinato una trasferibilità delle responsabilità tra castel volturno e altri contesti della regione, con conseguenze sul tessuto sociale e sul controllo del territorio. l’ordinanza della magistratura, articolata in oltre duecento pagine, richiama l’attenzione su come la famiglia gabriele sia stata costretta a spostarsi tra aree diverse, per ricongiungersi poi al Royal Residence e reiterare le attività illecite in una nuova configurazione.

