Stop agli sgomberi a Roma per Natale, ma dopo l'Epifania si riprende con CasaPound e Spin Time

Giampiero Colossi • Pubblicato il 22/12/2025 • 3 min

In capitali come Roma, il periodo festivo segna una pausa significativa nelle operazioni di sgombero: una sospensione che modifica dinamiche politiche complesse e lascia in vista una strada ancora aperta. La pausa, però, non chiude i contorni della questione: le occupazioni rimangono una realtà presente, e il dibattito pubblico resta acceso, con la sensazione che, dopo le feste, si torni a discutere su cosa sia possibile fare per dare una risposta concreta a chi vive in edifici occupati.

tregua di natale sugli sgomberi a roma

In questa cornice, le operazioni per liberare gli immobili occupati sono poste in stand-by nella Capitale e nelle zone limitrofe. La sospensione agisce da filtro tra la pressione immediata delle azioni e la necessità di coordinare misure alternative per le persone coinvolte, che in molti casi non hanno altre sistemazioni subito disponibili. Si tratta di una parentesi che allenta la tensione e riporta al centro del discorso pubblico il tema della legalità, della tutela dell’ordine pubblico e delle condizioni abitative degli occupanti.

casaPound: 22 anni di occupazione a napoleone iii

la situazione in via napoleone iii

Il caso simbolo resta il palazzo di via Napoleone III, all’Esquilino, quartier generale di CasaPound, che sta per raggiungere i ventidue anni di occupazione. Qui coabitano circa cinquanta persone, tra donne, minori e attivisti. Questa presenza stabile complica i contesti di sgombero e rende la questione particolarmente sensibile dal punto di vista politico, perché non è paragonabile a sgomberi in cui, all’arrivo delle forze dell’ordine, l’edificio risulta quasi vuoto.

piantedosi accelera: intervento quanto prima

Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, intervenendo in più occasioni, ha ribadito che un’azione risolutiva potrebbe essere avviata quanto prima. Il messaggio è chiaro: lo Stato non può tollerare occupazioni permanenti nel cuore della città. In passato, quando era prefetto di Roma, quel palazzo sarebbe stato inserito tra gli edifici da liberare, sottolineando una linea di azione che torna centrale nel dibattito politico.

nella lista degli immobili da liberare

Tra le priorità della ripresa operativa emergono casi noti anche per le peculiarità sociali che comportano. Spin Time, a San Giovanni, rappresenta un ulteriore punto critico, con famiglie, migranti e italiani che vivono lì in condizioni complesse. La politica sa che sgomberare senza offrire alternative può generare conseguenze sociali ed eventuali rischi di ordine pubblico, per questo si prospetta un censimento completo degli occupanti per capire chi sia presente davvero prima di qualsiasi passo decisivo.

il governo diviso: legalità dura o “regolarizzazione”

Nella maggioranza non ci sono posizioni uniformi: da una parte c’è chi reclama sgomberi senza mezzi termini, ritenendo che la regola debba valere per tutti; dall’altra chi propone di considerare, in presenza di principi di legalità rispettati, percorsi meno traumatici per chi occupa. Il tema centrale resta la possibilità di evitare ingiurie sociali con scelte che bilancino ordine pubblico e diritti abitativi, senza cadere in accuse di doppiopesismo.

dopo la befana, la resa dei conti: cosa può succedere davvero

La tregua natalizia è una finestra temporanea, non una risoluzione definitiva. A gennaio Prefettura e Viminale dovranno decidere tra sgombero, mantenimento di soluzioni condivise o una progressiva mediazione che limiti tensioni e nuove emergenze abitative. CasaPound afferma che non intende arretrare senza un trattamento paritario rispetto ad altre realtà; Spin Time resta un caso di rilevanza sociale che incide sulla gestione urbana. Roma si trova di nuovo davanti a una domanda cruciale: come far valere la legalità senza provocare effetti a cascata su un tessuto abitativo già precario?

nominativi principali:

  • Matteo Piantedosi
Roma, da sinistra Spin Time e Casapound
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Categorie: Cronaca

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