Studenti disabili umiliati in chat: video e insulti choc a scuola

Giampiero Colossi • Pubblicato il 19/12/2025 • 2 min

Nel contesto di una scuola superiore italiana si è verificato un episodio di cyberbullismo che ha coinvolto studenti disabili, con foto e video condivisi nelle chat di classe e accompagnati da contenuti offensivi. L’intera vicenda è emersa nel corso di verifiche interne e ha portato all’intervento delle autorità e delle famiglie interessate.

cyberbullismo nelle chat scolastiche: episodi tra studenti disabili

la dinamica degli episodi

Due studenti, entrambi di 16 anni e disabili, sono stati al centro di una diffusione di contenuti multimediali rubati durante la loro quotidianità scolastica. Le foto e i video hanno circolato nelle chat di classe, includendo momenti in aula, in palestra e anche nei bagni dell’istituto. Una ragazza è stata filmata mentre correva, accompagnata da commenti fortemente discriminatori legati alla sua disabilità; un compagno è stato ripreso durante un passaggio ai servizi igienici. In alcuni casi le immagini sono state modificate per aumentare l’effetto umiliante, con l’aggiunta di elementi visivi e didascalie costruite ad hoc. Il contenuto è stato condiviso in modo diffuso, come se rappresentasse uno svago tra pari.

l’intervento istituzionale e le fasi successive

La scoperta è emersa durante i controlli interni condotti dall’Istituto alberghiero del Convitto nazionale “Amedeo di Savoia Duca d’Aosta” di Tivoli. La rettrice Alessandra Lorini ha convocato le famiglie interessate, presentando loro i materiali raccolti lunedì 15 dicembre. Il giorno successivo la madre della studentessa ha sporto denuncia al commissariato di Tivoli, seguito dal padre dell’altro ragazzo il giorno successivo. Le indagini sono affidate al pool antiviolenza della polizia e mirano a ricostruire chi ha girato i video, chi li ha diffusi, in quali chat sono circolati, quante immagini esistono e se parti del materiale siano finite sui social network. Non si esclude che il fascicolo possa transitare alla Procura per i minorenni; le ipotesi di reato includono cyberbullismo, diffamazione, violazione della privacy e minacce.

Il contesto testimonia che le vittime e gli altri coinvolti hanno tra i 15 e i 16 anni, età in cui la distinzione tra spirito giocoso e atti lesivi può dissolversi rapidamente, con effetti che trascendono la dinamica di una semplice bravata.

  • Alessandra Lorini — rettrice
Bullismo a scuola
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Categorie: Cronaca

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