Task force per indagare su presunte irregolarità nella dialisi al Sant'Eugenio di Roma

Giampiero Colossi • Pubblicato il 17/12/2025 • 3 min

Un fatto che interessa la sanità romana e la gestione regionale prende spunto dalla nefrologia dell’ospedale Sant’Eugenio, al centro di una vicenda giudiziaria. Secondo le indagini, il primario Roberto Palumbo sarebbe coinvolto in accuse di corruzione, con un fermo operato dalla Squadra Mobile durante l’atto di ricezione di denaro. Le attività investigative della Procura di Roma hanno finora ipotizzato un meccanismo di tipo economico legato alla gestione dei pazienti dializzati.

nefrologia dell’ospedale sant’eugenio sotto inchiesta

La questione non riguarda solo una singola persona, ma un meccanismo potenzialmente esteso nel reparto strategico della sanità territoriale. L’ipotesi investigativa descrive pazienti indirizzati verso centri privati per la dialisi in cambio di somme illecite, accompagnata da una compagine di collaboratori che potrebbe aver favorito intrecci tra sanità pubblica e privata, con un possibile danno al diritto di cura.

presunto sistema pubblico-privato nel contesto della dialisi

Il quadro descritto dalla procurezza suggerisce una rete dall’effetto pernicioso: la dialisi, servizio vitale per pazienti cronici, potrebbe essere stata oggetto di incentivazioni illecite, con effetti sull’accesso, la qualità delle prestazioni e la percezione di equità nel sistema sanitario. L’attenzione è rivolta sia ai flussi di pazienti sia ai processi decisionali che guidano la gestione del reparto.

risposta politica della regione lazio

Il presidente della Regione Lazio ha annunciato una linea di intervento chiara e tempestiva: avviare una verifica sull’ospedale con l’obiettivo di chiarire i contorni operativi entro la fine dell’anno. Parallelamente, è previsto un lavoro tecnico mirato a dare risposte concrete in tempi rapidi, concentrandosi non solo sugli eventuali illeciti ma anche sui processi gestionali adottati nel reparto di nefrologia.

commissione tecnica e mandato

La Regione ha istituito una commissione tecnica composta da cinque esperti con un mandato mirato: verificare la correttezza delle procedure gestionali del reparto di nefrologia e dialisi dell’ospedale Sant’Eugenio e delineare il percorso ospedale-territorio dei pazienti in dialisi. L’incarico è stato affidato a: Massimo Morosetti, Giuditta Palombo, Paolo De Paolis, Fulvio Marrocco e Giorgio Punzo.

obiettivi, accesso agli atti e tempi di verifica

La commissione ha poteri di accesso a tutti gli atti in possesso dell’ospedale Sant’Eugenio, elemento che sottolinea la volontà di esaminare in modo approfondito i flussi gestionali. L’obiettivo è chiudere i lavori nel più breve tempo possibile, fissando una scadenza operativa entro dieci giorni per una prima ricostruzione tecnica e per fornire indicazioni utili ai vertici della macchina sanitaria.

conseguenze per il servizio pubblico e credibilità

La vicenda ha una portata significativa perché la dialisi rappresenta una necessità continua e non un servizio accessorio. L’analisi dei processi gestionali va oltre l’indagine su singole figure: riguarda chi controlla, chi firma, chi monitora e chi interviene ai primi segnali. Se la verifica regionale procede in modo completo e trasparente, può diventare un test di credibilità per l’Asl Roma 2 e per l’intero sistema sanitario, dimostrando che le regole funzionano anche in assenza di supervisione continua.

persone coinvolte

Nel contesto dell’indagine emergono diverse personalità chiave legate all’episodio:

  • Roberto Palumbo
  • Francesco Rocca
  • Massimo Morosetti
  • Giuditta Palombo
  • Paolo De Paolis
  • Fulvio Marrocco
  • Giorgio Punzo
Sant'Eugenio
Task force per indagare su presunte irregolarità nella dialisi al Sant'Eugenio di Roma
Categorie: Cronaca

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