Tribunale conferma stop al maxi piano edilizio di Corviale a Roma

Giampiero Colossi • Pubblicato il 29/12/2025 • 3 min

Roma chiude una pagina di confronto sulla lottizzazione noto come Villa Agnese: il TAR del Lazio ha respinto il ricorso del 2020 presentato dal soggetto promotore, ribadendo la posizione del Comune di non procedere. L’esito sancisce che il progetto non ottiene l’autorizzazione e resta sospeso, in attesa di condizioni infrastrutturali adeguate e di una revisione dell’impatto sul territorio.

villa agnese: esito del ricorso al tar del lazio

la decisione amministrativa esclude la possibilità di avviare l’intervento, confermando la valutazione comunale secondo cui la realizzazione non sarebbe sostenibile senza un potenziamento di infrastrutture e gestione delle acque. il processo ha attraversato anni di verifiche, pareri e rimpalli, con l’ente locale che aveva ricevuto posizioni contrarie su viabilità e drenaggio. il progetto originario, avviato tra il 2009 e il 2010, prevedeva nuove volumetrie residenziali integrate da aree non residenziali e servizi connessi, ma la realizzazione resta bloccata finché non saranno superate le criticità segnalate.

dove si sarebbe costruito e perché la zona è sensibile

l’intervento si concentrava su una area privata di oltre 22.000 mq, tra via di Casetta Mattei e via dei Cantelmo, nel quadrante corviale–pisana. si tratta di un’area già segnata da strade strette, incroci complessi e traffico tipico di quartiere, con una viabilità ritenuta sottodimensionata per assorbire l’incremento di residenti e veicoli. il progetto mirava ad introdurre circa 400 nuovi abitanti e diverse nuove automobili sulla rete stradale esistente, aumentando la pressione su un’area considerata delicata dal punto di vista urbano.

contenuti principali del progetto villa agnese

  • circa 9.335,52 mq di superficie residenziale
  • 2.333,88 mq di superficie non residenziale (servizi/uffici)
  • circa 120 appartamenti distribuiti in sei palazzine
  • presenza di superfici non residenziali non precisate
  • opere pubbliche e standard: sistemazioni stradali, spazi verdi e servizi di quartiere
  • una fase legata anche al tema dell’asilo nido, che in alcuni passaggi del procedimento è emerso tra le cause di frizione

la lettura politica

la sentenza riflette una lettura tipicamente romana: quartieri già molto popolosi temono di essere penalizzati dall’arrivo di nuove unità abitative senza un salto reale di servizi e mobilità. la scelta del No nel 2020 si inserisce in una cornice in cui l’amministrazione ha insistito su un criterio di maggiore attenzione alle condizioni infrastrutturali e al drenaggio delle acque. i pareri negativi sulle due aree chiave hanno contribuito a definire la posizione definitiva del tribunale amministrativo, con la gestione delle acque e le reti viarie formalmente al centro delle precondizioni.

e adesso? percorsi legali e futuro

lo stato attuale mantiene il fermo dell’intervento: la decisione di primo grado è favorevole al Comune, ma la parte promotrice può presentare appello al Consiglio di Stato, l’ultimo grado della giustizia amministrativa. in alternativa si può proporre una versione aggiornata del progetto, in grado di risolvere i nodi evidenziati, in particolare viabilità e gestione delle acque. dal punto di vista politico-amministrativo, l’evoluzione dipenderà anche dalle scelte della giunta guidata dall’assessore competente per l’urbanistica.

persone nominate nella vicenda:

  • Virginia Raggi — ex sindaca
  • Gualtieri — sindaco (giunta in carica)
  • Veloccia — assessore all’urbanistica
Roma, rendering del progetto di via Corviale denominato 'Villa Agnese', foto Comune di Roma
Tribunale conferma stop al maxi piano edilizio di Corviale a Roma
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Categorie: Cronaca

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