A sei nuove stazioni della Metro B a Roma: il tracciato e l'investimento ,5 miliardi
Un segnale concreto di rinnovamento della mobilità romana arriva dall’adozione di uno studio di fattibilità che autorizza l’estensione della metro B oltre Rebibbia, orientando la rete verso l’area est della città e il confine con Guidonia. L’obiettivo è trasformare una linea in un sistema di attraversamento capillare, capace di cambiare i flussi e offrire alternative reali all’uso dell’auto, soprattutto nelle zone periferiche.
prolungamento metro b verso setteville
sei nuove fermate distribuite su due tratte, per circa otto chilometri complessivi, delineano la spina dorsale dell’est romano. La prima tratta collega Rebibbia a Casal Monastero con tre punti di accesso: San Basilio, Torraccia e Casal Monastero. La seconda si estende fino a Setteville includendo altre tre fermate: Tecnopolo Tiburtino, Settecamini e Setteville, accompagnate da un deposito e da un nodo di scambio. Il progetto mira a trasformare il quadrante tiburtino da semplice passaggio a porta d’ingresso.
prima tratta: san basilio e torraccia
Questa porzione non è solo una questione ingegneristica, ma una dinamica sociale: i quartieri interessati hanno storicamente vissuto una mobilità frammentata. San Basilio e Torraccia richiedono tempi di percorrenza più prevedibili e una risposta pubblica più affidabile, con l’obiettivo di ridurre la dipendenza dall’auto e alleggerire l’intasamento nelle connessioni tra Tiburtina, raccordo e le direttrici principali.
san basilio
La nuova fermata è pensata per intercettare un’alta densità abitativa e ottimizzare gli spostamenti quotidiani, offrendo un’alternativa al trasporto su gomma.
torraccia
La presenza della fermata mira a migliorare l’accessibilità alla rete metro, con effetti positivi sui tempi di viaggio per i residenti e i pendolari.
casal monastero
Qui si concentra lo snodo operativo: è prevista una significativa capacità di scambio con un grande parcheggio di scambio con 2.800 posti auto su più livelli, oltre a postazioni per autobus e collegamenti “di ultimo miglio”. La logica è lascia l’auto fuori e prendi la metro, una dinamica vincente solo se la rete di superficie resta efficiente e sicura.
seconda tratta: tecnopolo tiburtino, settecamini, setteville
Questo segmento è rivolto a pendolari e utenti che, percorrendo il confine amministrativo, cercano alternative al tratto di raccordo. Tecnopolo Tiburtino e Settecamini intercettano aree produttive e logistiche, mentre Setteville chiude la linea a margine di Guidonia, con l’obiettivo di sottrarre quote significative di traffico automobilistico al raccordo e offrire una circolazione interna più fluida.
tecnopolo tiburtino
Porta alla luce un’area destinata a attività produttive, che diventa snodo di accesso per la rete metropolitana.
settecamini
Collega aree di servizio e quartieri prossimi, facilitando l’accesso alle nuove fermate e migliorando la copertura del territorio.
setteville
Conclude la linea verso il confine est, aprendo un collegamento diretto con l’area di Guidonia e rafforzando l’offerta di mobilità integrata.
Il costo stimato si aggira intorno a 1,5 miliardi di euro, con una previsione di cinque anni di lavori dal via. La fattibilità resta legata alla capacità di assicurare una cornice politica stabile, ai passaggi autorizzativi e al finanziamento governativo, elementi che determineranno la reale attuazione e la durata delle opere nel tempo. L’estensione promette di cambiare i flussi di flusso, ma resta cruciale che la rete di superficie e la gestione operativa mantengano una continuità di servizio adeguata.
Una metro estesa non basta se non è accompagnata da una gestione efficace: frequenze adeguate, sicurezza, accessibilità e cantieri gestiti senza lunghe interruzioni sono condizioni essenziali affinché la nuova infrastruttura trasformi davvero i comportamenti di mobilità.
personaggi citati nella fonte:
- Roberto Gualtieri

