All'inceneritore di Roma dopo il Giubileo: il ritardo mina la credibilità del piano
Roma si trova davanti a una domanda cruciale riguardo al termovalorizzatore di Acea a Santa Palomba, al confine con Albano, Pomezia e Ardea: l’ok amministrativo arriva a mandato definito nel gennaio 2026, al termine del periodo simbolico del Giubileo 2025. L’esito dell’iter, accolto con attenzione da residenti e associazioni, presenta un via libera che arriva oltre la chiusura formale dell’evento, sollevando interrogativi sull’impatto reale e sui tempi di attuazione. L’evoluzione della vicenda resta al centro di una valutazione aperta sulle ricadute ambientali, economiche e sociali per la città.
termovalorizzatore acea santa palomba: via libera con condizioni
Il Commissario Straordinario di Governo ha firmato un’ordinanza che certifica la conclusione positiva della Conferenza dei Servizi, includendo tre elementi chiave: PAUR, VIA e AIA. In sostanza, l’impianto supera la parte più delicata del processo autorizzativo, seppur restando aperta una possibile fase contenziosa tra cittadini, associazioni e comitati.
Il quadro autorizzativo non è privo di prescrizioni: si contano 11 condizioni ambientali e 97 prescrizioni, destinate a incidere su diverse dimensioni operative. Tra gli ambiti interessati rientrano consumi idrici, monitoraggi, scarichi e uso delle acque, emissioni in atmosfera, tutela del paesaggio, impiego di fonti rinnovabili e protezione di suolo e sottosuolo. Una parte delle misure dovrà essere recepita nel progetto esecutivo entro un termine di 30 giorni, anche se nella pratica romana tale scadenza può assumere valenze di semplice preliminare calendario.
parco delle risorse circolari: sistema integrato o slogan?
Il progetto è inserito nel cosiddetto Parco delle Risorse Circolari, comprendente anche due biodigestori per l’organico e due impianti dedicati al riciclo di carta e plastica. La narrativa ufficiale pone al centro la chiusura del ciclo dei rifiuti entro i confini della Capitale, con l’obiettivo di ridurre la dipendenza dal trasporto fuori regione e di contenere i costi complessivi. Rimane però aperto il tema di come questo modello si presenti come soluzione definitiva in una realtà caratterizzata da raccolte a livelli variabili, impianti ancora insufficienti e tensioni territoriali.
tempi, controlli e risultati: cosa resta da verificare
Il sindaco commissario ha indicato risparmi significativi, tempo recuperato e un servizio più efficiente come obiettivi centrali. La mediazione tra promesse e pratiche amministrative resta complessa: ricorsi, proteste e questioni di competenza hanno già segnato l’iter. Un impianto di questa scala richiede vigilanza costante e gestione accurata, poiché non rappresenta solo una macchina tecnica ma un servizio pubblico complesso da monitorare metro per metro.
la dimensione politica della decisione
La decisione arriva in una cornice in cui l’esito è associato a un periodo post-Giubileo. Il passo è stato presentato come decisivo, ma la tempistica solleva dubbi sull’effettiva percezione di normalità rispetto a una gestione che potrebbe essere letta come emergenziale. La credibilità dell’intervento dipende dalla dimostrazione concreta di efficacia, controllo e rispetto delle prescrizioni, oltre che dalla capacità di bilanciare vantaggi e costi per la comunità.
nominativi principali
Nel testo emergono riferimenti alla figura del Commissario Straordinario di Governo Roberto Gualtieri, la cui azione è centrata sull’iter autorizzativo e sull’impostazione politica dell’intervento.
- Roberto Gualtieri

