Arrestato affiliato del Pallonetto di Santa Lucia nei Quartieri Spagnoli

Giampiero Colossi • Pubblicato il 15/01/2026 • 2 min

Nel cuore di Napoli, la notte tra l’11 e il 12 dicembre si è consumata una sparatoria che ha attirato l’attenzione delle autorità e della comunità locale. L’indagine in corso sta delineando i contorni di un episodio violento in uno spazio pubblico molto frequentato, dove dinamiche di gruppo e rivalità tra cerchie giovanili hanno alimentato un episodio grave. Le informazioni disponibili indicano l’uso di armi in un contesto di contesa tra gruppi, con esiti che hanno messo a rischio la sicurezza di residenti e passanti.

sparatoria nel centro storico di napoli: sviluppo dell’indagine

Gli accertamenti, coordinati dall’ufficio della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Napoli e dalla Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia, hanno ricostruito le fasi dell’agguato e i contorni della sparatoria avvenuta in piazza Carolina, in una zona molto frequentata. Secondo gli elementi finora acquisiti, un gruppo di giovanissimi proveniente dai Quartieri Spagnoli avrebbe aperto il fuoco contro coetanei legati a un sodalizio del Pallonetto di Santa Lucia, mirati a distanza ravvicinata e con l’intento omicidiario. L’episodio ha messo in evidenza come la violenza armata possa trasformare il centro storico in una scena di contesa tra gruppi rivali, con conseguenze per la sicurezza pubblica.

coordinamento giudiziario e quadro investigativo

La procedura di fermo è stata impostata a seguito di un’emergente attività investigativa che ha portato all’individuazione di sette presunti responsabili dell’agguato. L’indagine ha delineato uno scontro tra dinamiche criminali giovanili, inserite in schemi tipici della camorra. Un aspetto rilevante riguarda l’apparente legame tra gruppi giovanili e reti criminali consolidate, con l’adozione di modalità violente finalizzate al controllo del territorio e alla dimostrazione di potere nelle strade centrali della città.

prospettive di una faida tra gruppi rivali

La ricostruzione indica un contesto di faida tra fazioni rivali, con implicazioni che interessano anche il tessuto urbano e la sicurezza pubblica in aree centrali. L’indagine prosegue per stabilire responsabilità individuali e collegamenti tra le diverse componenti coinvolte, includendo l’analisi di rapporti tra gruppi giovanili e reti criminali strutturate, nonché eventuali episodi di ritorsione che hanno alimentato la spirale di violenza.

Nella presente analisi emergono figure chiave legate all’indagine:

  • Vincenzo Giovanni Percich — 19 anni, figlio di Salvatore Percich, ritenuto esponente dei Quartieri Spagnoli e legato al clan Mazzarella.
  • Salvatore Percich — considerato boss dei Quartieri Spagnoli, legato al clan Mazzarella.
Vincenzo Giovanni Lucci Percich, Mario Puggillo e Carlo Forte
Categorie: Cronaca

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