Casal di Principe: Letizia e Di Bona restano in carcere, ricorsi respinti

Giampiero Colossi • Pubblicato il 09/01/2026 • 3 min

Nel contesto di un'inchiesta su un presunto sistema di scommesse clandestine, la Corte di cassazione ha confermato la custodia cautelare in carcere per due indagati di rilievo, rafforzando l'impianto accusatorio e chiarendo i contorni di un'infrastruttura operativa che collega online e punti vendita fisici. L’ordinanza della cassazione ha rigettato i ricorsi contro l’ordinanza del Tribunale del Riesame di Napoli, con conseguente conferma della situazione cautelare e adozione di costi processuali a carico degli imputati. L’esito evidenzia una rete investigativa ritenuta stabile e funzionale al gioco d’azzardo illecito, nonché la pervasività del fenomeno sul territorio.

scommesse illegali e influenza camorristica nel casertano

Secondo la ricostruzione confermata in sede di legittimità, l’organizzazione avrebbe operato in modo stabile nel settore delle scommesse illegali, integrando canali online e dispositivi fisici – tra cui videopoker e slot machine installate in esercizi formalmente intestati a prestanome e privi delle necessarie autorizzazioni. Letizia avrebbe assunto un ruolo centrale, riallacciando contatti con ambienti camorristici di riferimento dopo un rientro a Casal di Principe nel 2021, al termine di un periodo di libertà vigilata trascorso ad Anzio. Il contesto criminale di riferimento è stato evocato come elemento determinante per l’operatività dell’associazione.

La Corte ha sottolineato la coerenza tra intercettazioni, servizi di osservazione, elementi patrimoniali e verifiche investigative, tra cui le dichiarazioni di un collaboratore di giustizia, quali elementi convergenti capaci di delineare una struttura associativa stabile. Anche la presenza di un legame tra i due indagati e il clan dei Casalesi è stata ritenuta supportata dal profilo territoriale e dai rapporti ricostruiti, valorizzando il ruolo di Di Bona nella gestione economica delle attività legate al gioco e nel controllo di locali adibiti all’installazione degli apparecchi.

scommesse illegali: esiti giudiziari e atti processuali

La decisione della cassazione conferma quanto già valutato dal gip e dal Riesame: l’impianto accusatorio è stato ritenuto fondato, con conseguente conferma della custodia cautelare in carcere per i due indagati. La lettura unitaria degli elementi investigativi ha rinforzato la prospettiva di reiterazione dei reati e di radicamento nel territorio, nonché la pericolosità sociale associata all’attività illecita.

scommesse illegali: reati contestati e profili di rischio cautelare

Gli inquirenti hanno attribuito agli indagati la partecipazione a un’associazione finalizzata allo svolgimento di scommesse illegali, all’esercizio abusivo dell’attività e all’organizzazione della rete operativa, includendo il disegno di trasferimento fraudolento di beni. È stata ribadita l’aggravante mafiosa, fondata sul contesto criminale di riferimento e sui rapporti concreti intercettati nel contesto territoriale. Le esigenze cautelari sono risultate giustificate dal radicamento sul territorio, dai precedenti e dal rischio di ulteriori illeciti.

Oltre a Raffaele Letizia e Pasquale Di Bona, l’inchiesta registra altri soggetti coinvolti in ruoli differenti. Nell’ambito dell’indagine risultano indicate diverse persone legate all’organizzazione e alle attività economiche connesse al gioco illecito.

Elenco delle persone indicate nell’inchiesta:

  • Marco Alfiero
  • Vittorio Alfiero
  • Pierpaolo Improta
  • Marco Losapio
  • Bruno Salzillo
  • Antonio Vaccaro
  • Vincenzo Vaccaro
  • Giovanni Argine
  • Giovanni Diana
  • Raffaele Cantiello
Casal di Principe: Letizia e Di Bona restano in carcere, ricorsi respinti
Categorie: Cronaca

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