Cassazione riapre il caso Centrale del Latte di Roma, Santori (Lega): "Bloccare la svendita
Nel contesto romano si fronteggiano temi di rilancio industriale, tutela del patrimonio pubblico e gestione dei fondi europei: la situazione della Centrale del Latte di Roma cambia in modo significativo alla luce di nuove valutazioni legali e di un quadro politico molto accesso. L’attenzione è rivolta alle scelte sulla dismissione, agli investimenti in corso e agli elementi che possono influire sul valore e sulla continuità operativa dell’impianto.
centrale del latte di roma: dalla riconquista alla dismissione
Negli ultimi mesi si è assistito a un mutamento di scenario: dall’ingresso nell’obiettivo di dismissione delle partecipate, annunciato dalla giunta, al contesto di continuità operativa dell’azienda, che prosegue la sua attività nonostante le valutazioni sulla sua collocazione futura. Il dibattito pubblico è stato alimentato da rilievi sull’andamento economico e su atti amministrativi che hanno tenuto la centrale al centro di osservazioni diverse rispetto a quelle inizialmente indicate.
la sentenza della cassazione e il nuovo scenario
La recente sentenza della Corte di cassazione ha annullato una decisione precedente e ha rinviato la questione alla Corte d’appello di Roma per una diversa composizione relativa al 75% delle quote della centrale. Questo passaggio riapre profili di responsabilità e di controllo che possono incidere sulla solidità del pacchetto di maggioranza e, di conseguenza, sul valore percepito in eventuali operazioni di mercato. L’esito rischia di riflettersi su condizioni, garanzie e clausole di salvaguardia legate a qualsiasi futura transazione.
l’itinerario politico: trasparenza e confronto pubblico
In questa fase, le posizioni politiche hanno posto l’esigenza di chiarezza e partecipazione. La richiesta di stop alla svendita è stata avanzata da figure del quadro consiliare, con richieste di un confronto pubblico in Aula e di una piena accessibilità degli atti. Il tema centrale riguarda la coerenza tra annunci di rilancio industriale, necessità di vigilare sui fondi disponibili e responsabilità verso la cittadinanza e i lavoratori coinvolti.
investimenti, tecnologia e fondi pubblici
Dal punto di vista produttivo, l’impianto continua a operare su volumi industriali e risulta oggetto di interventi per ampliare o modificare il perimetro produttivo. Secondo gli atti tecnici, nell’autunno si è proceduto con autorizzazioni che includono un impianto fotovoltaico e l’introduzione di una linea UHT, prevista per una quota della produzione. Parallelamente, sono emersi interventi finanziari che riguardano fondi pubblici: una componente di finanziamento PNRR e una parte privata di co-finanziamento, con una voce individuata di circa 11,19 milioni complessivi. Questi elementi alimentano la discussione su compatibilità tra eventuali cessioni e impegni di progetto, nonché sulla destinazione dei fondi europei.
nodo lavoro e responsabilità pubblica
La discussione si è concentrata anche sull’impatto sociale ed occupazionale: la centrale è descritta come presidio industriale e sociale con riflessi diretti sui lavoratori e sull’indotto. In questo contesto, la gestione pubblica del patrimonio e la tutela degli interessi della collettività restano temi centrali, soprattutto in relazione agli obblighi derivanti dal PNRR e alle condizioni legate agli interventi in corso.
Nel confronto pubblico si richiama l’esigenza di numeri chiari, governance trasparente e motivazioni economiche ben definite prima di qualunque scelta definitiva. La centralità dell’asset va pesata insieme al suo ruolo nel tessuto industriale cittadino e alle ricadute sui lavoratori, sulla filiera e sui consumatori.
Fabrizio Santori, consigliere capitolino in quota Lega – centrale del latte di Roma – è intervenuto con valutazioni volte a sottolineare la necessità di una discussione ampia e documentata, chiedendo trasparenza sugli atti e garanzie per i lavoratori.
Fornire chiarezza su titolarità, prospettive di vendita e utilizzo dei fondi pubblici resta una condizione essenziale per qualsiasi decisione futura, tenendo conto della natura strategica dell’asset e della complessità delle dinamiche in atto.
Nel testo compaiono alcune figure chiave che hanno avuto rilievo nella discussione pubblica:
- Fabrizio Santori
- Roberto Gualtieri


