Chiara Ferragni prosciolta nel caso Pandoro: "Innocente, è finito un incubo

Giampiero Colossi • Pubblicato il 14/01/2026 • 3 min

Nel contesto del rapporto tra influencer, beneficenza e comunicazione pubblica, una decisione giudiziaria chiude una pagina particolarmente discussa. La vicenda legata al cosiddetto Pandoro gate si conclude con l’assoluzione di Chiara Ferragni, sancendo l’estinzione del reato oggetto di accusa e archiviando una delle polemiche mediatiche più seguite degli ultimi anni. La pronuncia ristabilisce un equilibrio tra immagine, business e fiducia del pubblico, senza lasciare spazio a dubbi sull’esito finale.

chiara ferragni prosciolta e fine del pandoro gate

esito del processo e ragioni principali

Nella motivazione centrale, il tribunale ha escluso l’aggravante della “minorata difesa” attribuita agli utenti online, elemento che avrebbe spinto la vicenda verso una procedibilità d’ufficio. Con questa eventualità eliminata, l’imputazione è stata riqualificata da truffa aggravata a truffa semplice, intervenendo di conseguenza l’estinzione del reato. Le associazioni dei consumatori hanno ritirato la querela, durante un accordo risarcitorio raggiunto con Ferragni circa un anno prima, eliminando qualsiasi percorso processuale e possibile condanna.

tappa processuale: dall’accusa alle circostanze contenute

Secondo l’accusa, tra il 2021 e il 2022 Ferragni avrebbe promosso il pandoro Balocco Pink Christmas e le uova di Pasqua Dolci Preziosi, insinuando che una parte del ricavato fosse destinata alla beneficenza. Per i pubblici ministeri si sarebbe trattato di un’ingannevole comunicazione rivolta a un pubblico di grandi dimensioni, con un presunto profitto illecito stimato intorno ai 2,2 milioni di euro e con un ruolo centrale dell’influencer nelle campagne, amplificate da oltre 30 milioni di follower.

esito per gli altri imputati

Con Ferragni prosciolta, sono stati assolti anche gli altri imputati: Fabio Maria Damato, ex collaboratore, e Francesco Cannillo, presidente di Cerealitalia. La mancanza dell’aggravante ha determinato la caduta dell’intero impianto penale, superando una tesi initiale che associava il presunto profitto non solo economico ma anche mediatico al rafforzamento dell’immagine pubblica dell’imprenditrice.

la linea difensiva e il quadro giuridico

La difesa ha sostenuto l’assenza di dolo, evidenziando che, se presente, sarebbe stata solo una pubblicità ingannevole già sanzionata in sede amministrativa. Ferragni ha versato circa 3,4 milioni di euro tra risarcimenti e donazioni per chiudere anche il fronte amministrativo. Il principio del ne bis in idem è stato richiamato per impedire sanzioni multiple per la stessa condotta.

dichiarazioni post udienza e riflessi

All’uscita dall’aula, l’imprenditrice ha espresso gratitudine verso i propri legali e i follower che hanno sostenuto la sua posizione nel corso degli ultimi due anni. La chiusura del processo penale non esclude, però, che il dibattito pubblico su trasparenza, influencer marketing e fiducia dei consumatori continui.

tra i nomi chiave presenti nel procedimento emerge un gruppo di figure coinvolte:

  • Chiara Ferragni
  • Fabio Maria Damato
  • Francesco Cannillo

La decisione definisce un capitolo giuridico rilevante nel contesto delle campagne di beneficenza e delle dinamiche di comunicazione online, con una chiusura netta per quanto riguarda l’azione penale.

Chiara Ferragni - Pandoro
Chiara Ferragni prosciolta nel caso Pandoro: "Innocente, è finito un incubo
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