Commercianti del ghetto di Roma denunciano l'inerzia del Campidoglio e del Municipio

Giampiero Colossi • Pubblicato il 02/01/2026 • 3 min

Roma è al centro di una partita tra poteri giudiziari e responsabilità politiche sul destino delle bancarelle nel ghetto e nel cuore del centro storico. Il Consiglio di Stato ha stabilito una finestra temporale precisa: entro 30 giorni l’amministrazione dovrà fornire una relazione completa sull’effettiva attuazione delle sentenze che ordinano la rilocalizzazione delle attività commerciali, con possibilità di intervento commissariale se l’esito dovesse risultare insufficiente.

rilocalizzazione delle bancarelle nel ghetto di roma: contesto e scadenze

La deliberazione dell’organo di vertice della giustizia amministrativa fissa la scadenza al 1 febbraio, imponendo al Campidoglio di dimostrare concretezza nell’implementazione delle decisioni giudizde. Nel frattempo, i posteggi storici e le aree di maggiore flusso turistico restano al centro di una controversia che vede contrapporsi esigenze di decoro, tutela del commercio e continuità amministrativa. La questione non è solo logistica: riguarda la coerenza tra ordini di riposizionamento, effettiva riqualificazione degli spazi e impatti sui percorsi di pellegrinaggio e turismo religioso.

fronte istituzionale e responsabilità decisionale

La gestione del processo coinvolge una catena decisionale chiara: il sindaco delinéra l’indirizzo politico, l’assessorato al commercio elabora le regole operative, e il municipio si occupa della mediazione territoriale e della gestione quotidiana. Se la giustizia amministrativa prospetta misure sostitutive, il messaggio è netto: la politica deve dimostrare di aver chiuso la partita con strumenti concreti, non solo con annunci. La dinamica tra Campidoglio, assessorato e municipio resta centrale per qualsiasi intervento coerente.

richieste dei giudici: dati e misurazioni

Il Consiglio di Stato non cerca una dichiarazione generale, bensì dati verificabili. In particolare vengono richiesti: quante concessioni risultano attive, quali erano la situazione iniziale e le condizioni attuali delle postazioni, e quanto siano state spostate rispetto a nodi di flussi turistici e religiosi. È cruciale anche definire le distanze delle postazioni dai luoghi di culto e dalle basiliche per valutare se il riequilibrio penalizzi o favorisca determinati interessi. Inoltre, la richiesta comprende una fotografia delle postazioni di somministrazione di alimenti e bevande e delle loro ubicazioni rispetto agli attrattori principali, per capire se l’intervento sia omogeneo o comporti una doppia velocità tra varie tipologie di vendita.

dimensione democratica e partecipazione

Oltre agli aspetti tecnici, la giustizia amministrativa esige trasparenza nelle tappe partecipative: elenchi di riunioni, inviti, presenze, proposte presentate e posteggi eventualmente rifiutati. Se l’insieme degli incontri è stato formale o tardivo, si mette in dubbio la qualità del coinvolgimento democratico. Il quadro richiama un criterio di responsabilità politica non solo in termini di azioni, ma anche di consenso e fiducia pubblica.

persone citate

  • Roberto gualtieri
  • monica lucarelli
  • lorenza bonaccorsi
Roma, sullo sfondo i commercianti urtisti sulle scale di palazzo Senatorio, in Caampidoglio, in primo piano il sindaco Gualtieri, l'assessore al Commercio Lucarelli e la mini sindaco Bonaccorsi
Commercianti del ghetto di Roma denunciano l'inerzia del Campidoglio e del Municipio
Categorie: Cronaca

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