Corteo a Roma per le donne di Teheran: appuntamento in piazza Ostiense con Maraini e Cristina Comencini
Roma ospita una manifestazione dedicata alle donne iraniane e alla loro rivolta contro la repressione, un passo pubblico che trasforma la solidarietà in presenza fisica e visibile: corpi in strada, striscioni, voci e nomi pronunciati ad alta voce. Un movimento che intende rompere l’isolamento imposto dalle restrizioni digitali e dalle difficoltà nel rendere note le informazioni che circolano al di fuori dei confini.
donne iraniane: marcia di solidarietà a roma
contesto e obiettivo
La mobilitazione, promossa dai Radicali e sostenuta da diversi gruppi femminili italiani, mira a rendere concreta la solidarietà internazionale attraverso una presenza pubblica. Si evidenzia un invito all’azione: presenza fisica in piazza con corpi in strada, striscioni e testimonianze, per accompagnare la voce di chi in Iran lotta contro la repressione. L’iniziativa intende superare l’isolamento imposto dalle chiusure delle comunicazioni e dalla difficoltà di diffondere informazioni.
bilancio della repressione e cifre internazionali
Secondo l’organizzazione non governativa Hrna, dal 28 dicembre, primo giorno delle proteste, sono stati registrati 648 decessi e 10.694 arresti tra i manifestanti. Il conteggio potrebbe essere sottostimato a causa della chiusura delle reti di comunicazione e della difficoltà nel verificare i numeri. Tra coloro tra i fermati figurano molte giovani, comprese ragazze e studentesse.
narrazione della repressione dalle attiviste
La narrazione delle attiviste indica che «le guardie del regime sparano sulla folla» come elemento chiave della repressione. Si descrive il trascinamento dei manifestanti, famiglie che cercano i propri cari tra ospedali e obitori, madri che inseguono un nome in una lista che non arriva mai. Il potere cerca di oscurare l’informazione, ma frammenti di verità – video, messaggi e testimonianze – continuano a circolare nonostante le difficoltà.
libertà femminile come linea politica
RadFem sostiene una posizione chiara: la libertà delle donne non è una questione di costume, ma il fondamento della convivenza democratica. «Un potere che pretende di regolare il corpo femminile pretende di regolare la vita intera» è la tesi centrale. Ogni gesto di disobbedienza viene letto come una rivendicazione di esistenza, non come martirio, e serve a richiamare l’attenzione sul tema anche a livello globale.
adesioni nel panorama italiano
Alla manifestazione hanno annunciato adesione figure di rilievo nel panorama culturale e civile italiano. Tra i nomi citati: Dacia Maraini e Cristina Comencini, ma anche Cavarero, Sabbadini, Concia, Melandri, Tavella.
- Dacia Maraini
- Cristina Comencini
- Cavarero
- Sabbadini
- Concia
- Melandri
- Tavella
roma come megafono internazionale
Lo scopo della mobilitazione è costruire una pressione pubblica che superi l’evento singolo e mantenga alta l’attenzione nel tempo. Piazza Ostiense è indicata come megafono per chi in Iran rischia di essere oscurato dal buio mediatico e dalla paura. In un contesto in cui la rete è messa a tacere, la piazza diventa uno strumento per accendere il dibattito pubblico a livello globale e per rendere visibile una realtà spesso nascosta.

