Crollo alla Torre dei Conti: nove indagati e appalto PNRR sotto inchiesta
Roma affronta una svolta nell’indagine sul crollo parziale della Torre dei Conti, con un incremento degli elementi di indagine che amplia la prospettiva oltre il progetto a una verifica della gestione operativa sul cantiere. L’inchiesta procede per disastro colposo, omcidio colposo e lesioni colpose, e i contorni delle responsabilità si allargano con l’iscrizione di nuovi indagati.
inchiesta torre dei conti: estensione delle indagini e nuove iscrizioni
La fase iniziale, focalizzata sui documenti di progetto, lascia ora spazio a un’attenzione mirata alle attività concrete svolte sul posto. Le nuove notifiche di garanzia hanno spostato l’attenzione dall’ideazione del restauro all’esecuzione dei lavori, con l’obiettivo di chiarire se tempi, modalità e misure di prevenzione rispecchiassero la fragilità dell’edificio e le procedure di sicurezza previste per un cantiere del genere.
inchiesta torre dei conti: spostamento del baricentro verso il cantiere
Si cerca di capire come si lavorava davvero in cantiere, oltre a che cosa fosse previsto dai documenti. L’esame delle attività eseguite al momento dei cedimenti mira a verificare la coerenza tra le scelte operative e le condizioni strutturali note dell’edificio.
inchiesta torre dei conti: reati contestati e quadro procedurale
Oltre al disastro colposo, all’omicidio e alle lesioni colpose, l’indagine intende ricostruire l’alveo di responsabilità tra ruoli tecnici e scelte operative. L’obiettivo è comprendere se le decisioni prese sul campo abbiano rispettato le procedure di sicurezza e i limiti imposti dalla vulnerabilità manifesta della torre.
la catena delle responsabilità: ruoli tecnici e passaggi chiave
La prima fase dell’inchiesta aveva già segnalato una filiera di responsabilità legata alle fasi progettuali: tra i soggetti coinvolti figurano due architetti della Licciardello progetti società di ingegneria srl, indicati come responsabili della validazione del progetto, l’architetto Federico Gigli come Responsabile unico del progetto e l’ingegnere Stefano De Vito, che firmò la relazione sull’idoneità statica. Con l’ingresso di ulteriori indagati, l’obiettivo è chiarire non solo cosa era previsto, ma come si stesse lavorando realmente in cantiere.
inchiesta torre dei conti: profili professionali principali
Nel contesto emergono nominativi legati al processo di restauro e al controllo tecnico, con l’intento di accertare la congruenza tra le responsabilità teoriche e le azioni operative. Le figure indicate includono:
- due architetti della Licciardello progetti società di ingegneria srl, indicati come responsabili della validazione del progetto
- l’architetto Federico Gigli, come Responsabile unico del progetto
- l’ingegnere Stefano De Vito, autore della relazione sull’idoneità statica
i fatti sul cantiere: episodi del 3 novembre e le conseguenze
La successione degli eventi ha segnato un cambio di gravità della vicenda: tra i cedimenti registrati nel giro di pochi minuti si registrano il contraforte di largo Corrado Ricci, le scale fissate alla parete e, a distanza di oltre venti minuti, i solai che non erano stati puntellati dopo l’operazione di rimozione dell’amianto dai pavimenti. Da quel momento, ciò che era sembrato un incidente è diventato una tragedia con la morte di un operaio di 66 anni, Octay Stroici. Quando una persona perde la vita sul lavoro, la gestione della sicurezza e la responsabilità non possono essere considerate esclusivamente come eventi casuali.
inchiesta torre dei conti: messa in sicurezza e gestione post-incidente
Mentre l’indagine procede, le esigenze pratiche di stabilizzazione riguardano l’area interessata: vigili del fuoco e tecnici dispongono interventi di irrigidimento, puntellamenti delle facciate danneggiate, rimozioni di elementi distaccati e strutture metalliche lungo l’affaccio di via Tor de’ Conti. Le verifiche istituzionali descrivono una situazione di urgenza operativa, volta a prevenire ulteriori rischi e a preservare un bene storico di rilievo. In parallelo, la dimensione politica della “messa in sicurezza” resta centrata sulla trasparenza riguardo responsabilità, controlli e scelte, perché la città non cerca slogan ma certezze concrete.
conclusioni e orizzonti: cosa resta da chiarire
Con l’allargarsi degli accertamenti, la prospettiva resta centrata sull’equilibrio tra tutela del patrimonio e necessità di garantire la sicurezza sul luogo di lavoro. Le verifiche continueranno a mirare a una ricostruzione precisa dei passaggi decisionali, delle misure adottate e delle condizioni di esercizio durante i lavori di restauro della Torre dei Conti.

