Dentisti e medicina estetica nel Lazio: più sicurezza e benessere per i cittadini
La Regione Lazio interviene sull’insieme della sanità come componente del benessere quotidiano, proponendo l’ingresso delle terapie estetiche del volto negli studi odontoiatrici. Il tema, discusso in una Tavola Rotonda promossa da SIMEO all’Università Pontificia Salesiana, mette in luce una trasformazione che coniuga innovazione, sicurezza e attenzione al paziente, evitando di residuare in nozioni estemporanee ma mirando a una qualità di cura sempre più completa.
terapie estetiche del viso nello studio dentistico: opportunità e regole
Nel suo intervento, il presidente del Consiglio regionale del Lazio ha sottolineato che l’innovazione non va temuta ma governata. Integrare le terapie estetiche nello studio dentistico rappresenta un’opportunità di crescita professionale che può rafforzare la sanità territoriale e offrire risposte adeguate alle esigenze contemporanee. Non si tratta di inseguire mode, ma di riconoscere che la salute comprende estetica, sicurezza e benessere psicofisico, soprattutto quando riguarda il volto.
La prospettiva indicata è quella di una interconnessione tra benessere estetico e salute di distretto, dove l’odontoiatra incide come figura centrale, sempre nel rispetto di protocolli rigorosi e di una pratica controllata. L’obiettivo è offrire trattamenti sicuri ed efficaci senza compromettere l’impegno per la qualità delle cure e per la tutela dei pazienti.
volto come unità unica: la centralità dell’odontoiatra
Un passaggio chiave riguarda la visione del volto come unità funzionale ed estetica inscindibile, in cui l’intervento odontoiatrico assume una funzione preventiva e curativa allargata. Questa impostazione elevata valorizza la figura del dentista come professionista già formato sul distretto oro-facciale, capace di guidare percorsi sicuri, purché si mantenga uno standard di serietà e controllo, evitando scorciatoie che possano mettere a rischio i pazienti.
formazione e standard etico-professionali
La Regione evidenzia che ampliare l’ambito di competenze non significa liberalizzare senza criterio. Ogni percorso deve essere supportato da formazione rigorosa e dal rispetto delle linee guida scientifiche, nell’interesse della salute pubblica. In questa ottica, le società scientifiche come SIMEO assumono un ruolo chiave: definiscono standard, competenze e cultura professionale per prevenire ambiguità e concorrenza al ribasso.
dialogo tra politica, medicina e ricerca
Il messaggio istituzionale è orientato a favorire un dialogo continuo tra politica, medicina e ricerca. Momenti di confronto come quelli organizzati da SIMEO non si limitano a essere eventi di settore, ma luoghi dove si delineano prospettive reali e livelli di qualità elevati. In questa cornice, la sanità laziale si racconta come un sistema che unisce competenza a visione, evitando di porre progresso e prudenza in contrasto.
impegno istituzionale verso l’innovazione responsabile
L’amministrazione regionale si definisce come interlocutore presente per chi lavora sul fronte della qualità sanitaria. Il messaggio rivolto al mondo professionale e ai cittadini è chiaro: innovare sì, ma con responsabilità, affinché il futuro delle cure sia accompagnato dalle istituzioni, senza lasciare soli professionisti e pazienti.
nominativi presenti
- Antonello Aurigemma – Presidente del Consiglio regionale del Lazio


