Fontana di Trevi a pagamento: cosa cambia 1° febbraio
Roma si prepara a una trasformazione significativa della gestione dei propri luoghi simbolo: dal 1 febbraio 2026 l’accesso alla zona più vicina alla Fontana di Trevi diventa a pagamento per i non residenti, con un ticket di 2 euro. La misura riguarda l’area cosiddetta catino, dove si concentrano selfie, monetine e code, e si propone come strumento per regolare i flussi turistici e tutelare l’opera d’arte. L’accesso dall’esterno della fontana resta libero per tutti, con esenzioni previste per categorie specifiche. Le prime immagini delle presunte postazioni ticket hanno alimentato un acceso dibattito sui social, accendendo ulteriormente la discussione sul tema.
fontana di trevi: ingresso a pagamento per i non residenti
Il ticket non implica la visione della Fontana dall’esterno: la cornice architettonica resta liberamente osservabile dalla piazza. L’obiettivo è permettere l’ingresso nell’area più ravvicinata, dove l’esperienza è più diretta con l’opera. I residenti, così come alcune categorie indicate, manterranno l’accesso gratuito. L’ingresso avverrà secondo orari stabiliti e con modalità definite anche tramite strumenti digitali, oltre a postazioni fisiche predisposte sul posto.
come funziona l'accesso
La gestione dei varchi si baserà su un sistema di accesso controllato, con punti di controllo e procedure orientate a modulare i flussi durante la giornata. Le modalità operative saranno comunicate dal Comune e potrebbero includere prenotazioni digitali oppure rilascio del ticket al momento dell’arrivo, sempre in coordinamento con le fasce orarie predisposte.
cosa cambia per i visitatori
Per chi osserva la fontana dall’esterno non cambia nulla: la visibilità resta gratuita, mentre l’esperienza più vicina al monumento richiede il pagamento del ticket. L’ingresso nella zona vicina all’acqua sarà regolato in modo da distribuire meglio la presenza di visitatori, con una gestione che punta a rendere la visita più ordinata e sicura. Le procedure potrebbero prevedere sia soluzioni digitali sia interventi diretti sul posto in base al flusso giornaliero.
perché questa misura
Dal punto di vista operativo, l’intervento mira a gestire lo sovraffollamento tipico di Trevi, ridurre gli inconvenienti legati all’affollamento e migliorare la sicurezza e la vivibilità del sito. È presentato come una modalità per tutelare l’identità del luogo senza privatizzarlo, convogliando una parte dei flussi verso un’area mirata e disciplinata.
aspetti economici e trasparenza
Un tema centrale riguarda la destinazione degli incassi: è atteso un quadro chiaro sulla rendicontazione e sull’effettiva reinvestibilità degli utili nel patrimonio culturale. Se il ticket diventa una micro-tassa turistica, la percezione pubblica beneficerà di una gestione trasparente e di un impegno misurabile sul ritorno per la tutela del bene.
posizione del comune e reazioni pubbliche
Il Campidoglio sostiene che l’obiettivo sia gestione dei flussi e tutela del monumento, piuttosto che privatizzazione della bellezza. La misura è destinata a incidere sull’equilibrio tra accessibilità e conservazione, in un contesto in cui la Fontana di Trevi è vista come patrimonio comune e simbolo identitario. Le reazioni pubbliche hanno evidenziato tensioni tra necessità di controllo e sensibilità estetica, con riflessioni sull’impatto visivo di strutture e procedure aggiuntive.

