Ippodromo Capannelle, assegnazione storica tra consenso e polemiche
La gestione dell’ippodromo di Capannelle è al centro di un confronto tra istituzioni, aziende e realtà sportive, con l’attenzione puntata sull’esito di un passaggio di gestione e sull’attesa di un bando europeo che possa imprimere una svolta. L’assegnazione per il 2026 e la salvaguardia formale dei posti di lavoro convivono con mesi di gestione incerta, investimenti mancati e impianti che richiedono interventi strutturali. Il quadro resta dunque segnato da promesse, condizioni operative precarie e una necessità di definire tempi e responsabilità.
ippodromo di capannelle: gestione, crisi e prospettive europee
ippodromo di capannelle: passaggio di consegne e continuità
Capannelle sarà affidato a Marsicana per il 2026, in attesa del bando europeo per la nuova concessione. L’assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda, Alessandro Onorato, parla di una pagina storica per l’impiantistica sportiva romana, con una transizione che punta a garantire legalità, continuità e occupazione. Il trasferimento dall’ex concessionario Hippogroup è fissato al 15 gennaio, accompagnato da ringraziamenti agli uffici capitolini, al direttore generale e al Ministero delle Politiche Agricole.
La polemica politica resta vivace: la gestione di transizione è considerata da alcuni come un passaggio necessario per evitare l’interruzione dell’attività e la perdita di posti di lavoro, mentre altri criticano la gestione del tempo e l’efficacia della programmazione fin qui realizzata. Il tema centrale rimane la necessità di una prospettiva stabile e di una cornice di regole che renda possibile una programmazione pluriennale.
ippodromo di capannelle: opposizione e rilievi critici
La linea ufficiale contenuta nel registro politico viene contestata dall’opposizione. Secondo Francesco Carpano, consigliere capitolino di Forza Italia, e Paola Palmieri, presidente della Consulta Sport di Roma Capitale, la fase di transizione ha creato confusione: piste chiuse, allenamenti in sospeso, cavalli penalizzati e operatori incertezza. Si contesta che si sia persa tempo prezioso e che manchi una visione chiara legata al bando europeo, del quale ancora non si vede la concreta attuazione. In assenza di una gara internazionale, Capannelle apparirà fragile e vulnerabile agli inevitabili rischi di emergenza.
ippodromo di capannelle: derby, investimenti e bando europeo
La crisi non è recente: anni di investimenti mancati, lavori avviati solo in parte e strutture che invecchiano hanno indebolito la posizione di Capannelle nel panorama ippico nazionale. Il Derby del Trotto, storico evento simbolo, è stato assegnato a Torino, con conseguenze economiche e di immagine per l’impianto capitolino. L’assegnazione per il 2026 viene presentata come un passo avanti, ma resta la necessità di colmare un vuoto di programmazione e di garantire tempi certi per una gestione strutturata.
ippodromo di capannelle: derby del trotto e perdita di centralità
La perdita del Derby del Trotto ha evidenziato una riduzione della centralità di Capannelle nel sistema ippico nazionale. L’evento mancato ha impattato sull’indotto economico e sull’immagine della città, eppure l’orizzonte resta vincolato all’avvio di investimenti mirati, manutenzione costante e un posizionamento competitivo in chiave europea.
ippodromo di capannelle: il bando europeo come crocevia
Il bando europeo viene descritto come decisivo per la tenuta futura dell’impianto. Senza una gara pubblica trasparente e di ampia portata, Capannelle rischia di rimanere legata a soluzioni temporanee e a una governance poco stabile. La giunta sostiene di aver ripristinato la legalità, ma l’opzione di una crescita sostenibile dipende da una visione industriale, da una maggiore competitività e da una gestione chiara che permetta all’impianto di ritrovare slancio a livello europeo.
ippodromo di capannelle: conclusioni sull’equilibrio tra legalità, investimenti e visione europea
In conclusione, la situazione resta sospesa tra dichiarazioni di legalità riaffermata e la necessità di progetti concreti, tempi certi e interventi di manutenzione costante. Roma ha già pagato un prezzo in termini di credibilità, occupazione e prestigio sportivo, e il rilancio dell’impianto dipende dall’adozione di una strategia chiara, investimenti adeguati e una governance efficace che sappia coinvolgere le parti interessate e attrarre risorse europee.
personaggi citati nell’articolo:
- Alessandro Onorato
- Francesco Carpano
- Paola Palmieri

