Mezzero torna in carcere: visite e spartizioni di Di Gaetano sotto indagine

Giampiero Colossi • Pubblicato il 06/01/2026 • 3 min

Il rinvenimento di un sistema di supporto tra affiliati rappresenta uno degli elementi chiave per comprendere come si mantenga e si rafforzi la struttura di alcune organizzazioni criminali. Specialmente in contesti come quello dei clan dei Casalesi, questa rete di mutuo soccorso svolge un ruolo fondamentale nel consolidare i legami tra i membri, garantendo assistenza nelle fasi di maggiore difficoltà e rafforzando il senso di appartenenza all’interno dell’organizzazione.

il ruolo delle reti di sostegno nel clan dei casalesi

Il sistema di aiuto reciproco si traduce in un meccanismo di assistenza economica e morale che opera anche in condizioni di grave crisi. È stato storicamente uno dei pilastri che ha sostenuto l’attività del clan, assicurando che, anche in momenti di elevata pressione investigativa o di ostacoli giudiziari, il gruppo potesse evitare fratture interne e mantenere saldo il controllo sui territori di competenza.

Con la ripresa di questa rete, sotto osservazione da parte degli inquirenti, si evidenzia come il sistema continui a funzionare in modo efficace, grazie anche alle comunicazioni intercettate che dimostrano come i membri liberi si impegnino a offrire sostegno a quelli detenuti. Questo comportamento aiuta a preservare le relazioni interne e a ridurre il rischio di collaborazioni con le forze dell’ordine.

attività di monitoraggio e arresti tra le figure di spicco

L’indagine recente ha portato all’arresto di un noto esponente della criminalità organizzata casertana. Le autorità, attraverso attività di pedinamento e intercettazioni, hanno documentato vari spostamenti e incontri di Giovanni Di Gaetano, figura di rilievo nel panorama criminale della provincia di Caserta.

Di Gaetano, attivo principalmente nell’area dell’Agro caleno, è stato intercettato durante visite presso l’abitazione di Antonio Mezzero, boss legato al gruppo Schiavone. Nonostante gli arresti e i trasferimenti di Mezzero, le conversazioni epurate dagli agenti testimoniano come il legame tra i membri del clan continui a mantenersi attivo.

le conversazioni e i segnali di sostegno

Un episodio rilevante si verifica con una telefonata intercettata a settembre, nella quale Di Gaetano discute di una somma di denaro, legata apparentemente a un gesto di sostegno economico. La cifra, di 1.500 euro, viene destinata a ‘Tonino’ Mezzero, che all’epoca si trovava in regime di detenzione, lasciando ipotizzare la presenza di un consolidato meccanismo di aiuto tra i membri del gruppo.

prospettive e sviluppi investigativi

Le autorità ora si concentrano nel chiarire l’origine di quelle somme e nel verificare se tali operazioni costituiscano parte di un più ampio sistema di sostegno finanziario all’interno del clan. Sono attente anche alle recenti scarcerazioni di alcuni soggetti ritenuti vicini alla famiglia mafiosa, considerando questi eventi come possibili segnali di una volontà di consolidamento o di rinnovata collaborazione interna.

Tra le figure di rilievo sotto osservazione figurano anche individui come Romolo Del Villano e Elio Diana. Quest’ultimo, attualmente sotto sorveglianza speciale, è stato più volte coinvolto in episodi di rapporti con esponenti di rilievo delle casate criminali, lasciando intendere come la continuità delle attività illecite possa essere garantita anche in periodi di apparente sterilità patrimoniale.

Con il continuo impegno delle forze investigative, si auspica che eventuali comportamenti criminosi possano essere intercettati al nascere, tutelando così l’integrità delle dinamiche di controllo e coesione del sistema mafioso.

persone menzionate nell’indagine

  • Giovanni Di Gaetano
  • Antonio Mezzero
  • Carla Palazzo
  • Romolo Del Villano
  • Elio Diana
Giovanni Di Gaetano e Antonio Mezzero
Categorie: Cronaca

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