Nuovi varchi in uscita a Roma: ecco le 31 zone interessate e le

Giampiero Colossi • Pubblicato il 09/01/2026 • 4 min

Roma sta attraversando una fase di intensificazione della sorveglianza veicolare nel cuore della città, con la decisione di introdurre un consistente ridimensionamento delle aree accessibili senza permesso. Il pacchetto in esame prevede 31 varchi elettronici in uscita dal Centro Storico, con un investimento complessivo di circa 4 milioni di euro e un’operatività annunciata per la prossima primavera. L’obiettivo dichiarato è migliorare la vivibilità delle zone pregiate, ma la percezione cittadina è guidata dall’impressione di un incremento di controlli e vincoli per chi già si muove in un sistema di trasporti fragile.

nuovi varchi ztl in uscita: estensione e obiettivi

Il piano mira a intercettare chi transita nell’area senza permessi e ha sinora aggirato i controlli concentrati sugli accessi principali. In pratica, non si presidiano solo le porte d’ingresso, ma si estende la sorveglianza alle vie di deflusso, trasformando l’uscita in un ulteriore snodo di verifica.

aree interessate

  • via Ferdinando di Savoia
  • via dell’Oca
  • via Angelo Brunetti
  • via dell’Ara Pacis
  • via Tomacelli
  • via dei Somaschi
  • via di Monte Brianzo
  • via Giuseppe Zanardelli
  • via del Banco di Santo Spirito
  • Corso Vittorio Emanuele II
  • Vicolo del Cefalo
  • via Giulia
  • via Teatro Marcello
  • via Cavour
  • via dei Serpenti
  • via di Santa Maria Maggiore
  • via Agostino Depretis
  • via del Viminale
  • via Nazionale
  • via Torino
  • via Barberini
  • via San Nicola da Tolentino
  • via Veneto
  • via Liguria
  • via Arco della Fontanella
  • via del Melangolo
  • via del Mastro
  • via Beatrice Cenci
  • via di Ripetta
  • via dell’Armata
  • via della Rondinella

rafforzamento della fascia verde: da 51 a 122 varchi

Nella fascia Fascia Verde si conferma un incremento significativo della rete di controllo: i dispositivi passano da 51 a 122, con un aumento di 71 nuove installazioni. L’asticella politica è chiara: stringere perimetri e limiti di accesso tramite strumenti tecnologici, definendo un quadro di movimento sempre più vincolato e orientato dalle autorizzazioni e dalla conformità del veicolo.

trasporto pubblico come leva di sostenibilità e sfide operative

La narrazione ufficiale sulla mobilità alternativa incontra una realtà meno lineare. La Cartella dei Servizi ATAC 2025 (dati 2024) mostra criticità non facilmente risolvibili: l’indicatore “corse perse per avaria in linea” segna 20% in media, contro uno standard fissato al 10%. ATAC segnala l’arrivo di nuovi autobus e una flotta più verde (età media 6,06 anni, 64,9% a basso inquinamento), ma resta la questione cruciale: senza un servizio costante, l’alternativa all’auto resta insufficiente.

traffico e viabilità nel contesto urbano

Roma continua ad affrontare una congestione endemica. Il TomTom Traffic Index colloca la città tra le più lente a livello globale: nel 2024, nel centro cittadino servono in media 29 minuti e 59 secondi per percorrere 10 km, con una congestione media del 35% e 103 ore perse all’anno nel traffico. In questo scenario, l’estensione dei varchi non elimina l’ingorgo, ma tende a redistribuirlo: il centro si alleggerisce, ma le arterie di contorno rischiano di subire la maggior pressione, spesso prive di una copertura di trasporto pubblico efficace.

il fronte sociale: 31.337 firme e la paura di una barriera per chi non può cambiare auto

La reazione sul territorio resta forte. Nel settembre 2023 è emersa una mobilitazione oppositiva con 31.337 firme presentate al Campidoglio, denunciante l’impatto pesante su famiglie e lavoratori che utilizzano veicoli vecchi ma necessari. Se il trasporto pubblico non è percepito come affidabile, l’auto diventa un ammortizzatore sociale indispensabile: un sistema basato su controlli stringenti e divieti senza alternative credibili rischia di essere letto come una scelta legata al reddito, piuttosto che come una riforma urbanistica davvero equa.

prospettive politiche e gestione futura

Il progetto SISVU viene presentato come innovativo, con varchi in uscita, analisi dati e persino strumenti avanzati di intelligenza artificiale per rivedere regole e permessi. Ma tra le promesse e i tempi reali rimane una distanza: la piattaforma “Roma si trasforma” indica una fine lavori prevista non prima del quarto trimestre 2029. Nel frattempo, la città convive con cantieri e orari di viaggio imprevedibili, mentre si prospettano corridoi di mobilità e nuove misure fino a un orizzonte di 180 km di percorsi preferenziali. La scelta politica di accelerare sui divieti resta una risposta rapida, ma una riforma veramente efficace richiede un TPL competitivo e affidabile.

Riferimenti politici e attori coinvolti nella discussione pubblica

  • Patanè
Roma, varco ZTL centro
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Categorie: Cronaca

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