Processo Chiara Ferragni, oggi la sentenza sul caso Pandoro a Milano

Giampiero Colossi • Pubblicato il 14/01/2026 • 4 min

Nel contesto giudiziario milanese si avvicina una decisione decisiva nel caso noto come Pandoro Gate. L’attenzione è centrata sull’imprenditrice digitale Chiara Ferragni, imputata in rito abbreviato per presunta truffa aggravata. Le campagne promozionali legate al pandoro Balocco Pink Christmas e alle uova di Pasqua Dolci Preziosi sono al centro delle contestazioni, con l’esito del processo destinato a porre nuove riflessioni sul ruolo degli influencer nel marketing benefico e nella responsabilità penale.

chiara ferragni e pandoro gate: contesto e imputazioni

La Ferragni è giunta in aula al mattino, accompagnata da note di cronaca nazionali e internazionali. Ha dichiarato di essere tranquilla e fiduciosa in vista della lettura del dispositivo, attesa nel pomeriggio dopo le ore 15:30. La procura di Milano, rappresentata da Eugenio Fusco e Cristian Barilli, ha chiesto un anno e 8 mesi di reclusione senza attenuanti per truffa aggravata. Secondo l’accusa, tra il 2021 e il 2022 Ferragni avrebbe indotto in errore follower e consumatori promuovendo prodotti senza includere la beneficenza pubblicizzata, ottenendo profitti stimati in circa 2,2 milioni di euro. Il ruolo dell’influencer, stimata attualmente intorno ai 30 milioni di follower, viene ritenuto preminente nelle campagne con Balocco e Cerealitalia.

Nel procedimento figurano anche altre figure chiave: Fabio Damato, ex collaboratore della Ferragni, e Francesco Cannillo, presidente di Cerealitalia, entrambi coinvolti con richieste di pena analoghe. Secondo l’accusa, la portata della presunta truffa sarebbe stata amplificata dalla fiducia costruita nel tempo e dal legame tra immagine personale e iniziative di beneficenza.

chiara ferragni: accuse e prove presentate

Durante l’istruttoria sono emerse mail e documenti relativi ai rapporti con Balocco, mirati a dimostrare la regolarità dei contratti e l’assenza di un disegno fraudolento. L’esame di tali materiali ha l’obiettivo di chiarire se l’azione promozionale sia stata condotta in buona fede o se abbia comportato una truffa strutturata a danno di follower e consumatori.

chiara ferragni: difesa e contromisure

La linea della difesa è stata presentata dagli avvocati Giuseppe Iannaccone e Marcello Bana, che hanno chiesto l’assoluzione piena per Ferragni, sostenendo che non sia stato commesso alcun dolo e che l’eventuale profilo lesivo rientrasse al massimo tra la pubblicità ingannevole, già oggetto di valutazione amministrativa. La difesa ha richiamato il principio del ne bis in idem, ritenendo non giustificabili sanzioni duplici per la stessa condotta. Ferragni ha versato risarcimenti e donazioni per circa 3,4 milioni di euro, come parte di una posizione di riparazione. Durante l’udienza sono stati discussi anche gli aspetti contrattuali con Balocco per evidenziare correttezza e assenza di disegno truffaldino.

chiara ferragni: aggravante minorata difesa e sviluppi procedurali

Un punto decisivo riguarda l’eventuale applicazione o meno dell’aggravante della minorata difesa degli utenti online. L’eventuale caduta di tale aggravante potrebbe mutare il quadro da truffa aggravata a ipotesi procedibile a querela, creando prospettive di eventuali proscioglimenti per remissione. Una componente significativa è rappresentata dall’accordo transattivo raggiunto nel dicembre 2024 con Codacons e Associazione Utenti Servizi Radiotelevisivi, che aveva comportato il ritiro della querela nell’ambito di una iniziativa a favore delle donne vittime di violenza.

chiara ferragni: attesa del verdetto e dichiarazioni in aula

All’ingresso, la discussione è proseguita tra attese e dichiarazioni. Ferragni ha ribadito di aver agito in buona fede, sostenendo che nessuno dei soggetti coinvolti abbia tratto profitto illecito. L’esito del giudice è destinato a definire se l’azione possa essere considerata una truffa o se rientri nelle forme di pubblicità ingannevole eventualmente regolate, con riflessi sul rapporto tra influencer marketing, beneficenza e responsabilità penale.

Nell’ambito della vicenda sono emersi riferimenti a figure chiave della vicenda, che si indicano di seguito:

  • Chiara Ferragni
  • Fabio Damato
  • Francesco Cannillo
  • Eugenio Fusco
  • Cristian Barilli

chiara ferragni e pandoro gate: riflessi su influencer marketing e responsabilità

Il dibattito in corso mette in luce il confine tra attività promozionale e doveri di trasparenza nei confronti del pubblico. L’esito del processo potrà influenzare futuri approcci all’influencer marketing, all’impegno in iniziative benefiche e al livello di accountability previsto per le figure pubbliche coinvolte in campagne commerciali.

Chiara Ferragni
Processo Chiara Ferragni, oggi la sentenza sul caso Pandoro a Milano
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