Ricette mediche ridotte a 6 mesi: visite ed esami a rischio, si favorisce la sanità privata

Giampiero Colossi • Pubblicato il 15/01/2026 • 2 min

Con l’entrata in vigore fissata al 1 febbraio, la gestione delle ricette mediche nel Lazio cambia profondamente: non più una validità di sei mesi, ma finestre temporali diverse fissate in base all’urgenza clinica indicata dal medico. L’obiettivo è guidare in modo più preciso l’accesso a visite ed esami, evitando ritardi e garantendo una gestione delle risorse sanitaria centrata sull’effettiva necessità del paziente.

scadenze prescrizioni nel lazio: nuove durate basate sull’urgenza

prescrizioni urgenti (u)

Per le prescrizioni contrassegnate dalla lettera U, la prestazione deve essere eseguita entro 72 ore dall’emissione. In passato la ricetta aveva una validità di sei mesi, ma dal 1° febbraio la finestra è ridotta a 10 giorni, richiedendo azione immediata o la prescrizione scade.

prescrizioni brevi (b)

Per le prescrizioni B, la validità passa da 180 a 20 giorni. Il medico ha l’obbligo di informare chiaramente il paziente sulla nuova scadenza e sull’urgenza di contattare il CUP senza indugio.

prescrizioni differite (d)

Le prescrizioni D prevedono una visita entro 30 giorni e gli esami entro 60 giorni. Con le nuove norme la validità diventa 40 giorni per le visite e 70 giorni per gli esami diagnostici.

prestazioni programmabili (p)

Per le prestazioni P, che in passato avevano una validità di sei mesi, la prenotazione deve avvenire entro 130 giorni anziché 180.

reazioni politiche e stato della sanità nel lazio

La misura ha suscitato diverse interpretazioni politiche. Il M5S critica la scelta, sostenendo che compliche la vita di chi già affronta difficoltà nel servizio pubblico e che le visite ed esami non sempre possono essere prenotati nei tempi indicati. Secondo Adriano Zuccalà, capogruppo M5S, la riforma rischia di generare confusione e un incremento delle richieste di nuove prescrizioni, con potenziali ricadute sull’accesso alle cure. L’opposizione evidenzia anche una possibile spinta verso la sanità privata, dove i tempi di prestazione risultano differenti e, spesso, a pagamento. In questa cornice, si sottolinea che una quota significativa di prestazioni non rispetta i termini concordati, alimentando nuove richieste e disorientando pazienti e professionisti.

persone chiave coinvolte

Nel dibattito emergono due figure centrali: Francesco Rocca, presidente della Regione Lazio e assessore alla sanità, e Adriano Zuccalà, capogruppo M5S alla Regione Lazio, le cui posizioni delineano il confronto tra sanità pubblica e privata e tra tempi di attuazione e garanzia di accesso.

  • Francesco Rocca — presidente della regione Lazio e assessore alla sanità
  • Adriano Zuccalà — capogruppo M5S alla Regione Lazio
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Ricette mediche ridotte a 6 mesi: visite ed esami a rischio, si favorisce la sanità privata
Categorie: Cronaca

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