Roma si trasforma in set Rai: "Una piccola formalità" tra Bravetta e Monteverde, modifiche alla à

Giampiero Colossi • Pubblicato il 19/01/2026 • 3 min

Dal 19 gennaio 2026 Roma entra ufficialmente in scena per la lavorazione di una nuova serie Rai intitolata Una piccola formalità. La presenza di troupe e mezzi in strada trasforma porzioni di città in un set reale, con impatti concreti sulle abitudini quotidiane dei residenti. La città viene rappresentata non solo come teatro istituzionale, ma anche come laboratorio creativo in grado di ospitare produzioni di fiction di alto livello, in grado di mostrare una Roma dinamica, viva e autentica.

una piccola formalità: ambiente di produzione e set a cielo aperto

La scelta produttiva privilegia location non solo iconiche ma anche ambiti di quartiere, dove si percepisce una presenza scenografica controllata: in via Giorgio Zoega si organizza parte della ripresa, mentre in via di Bravetta sono stati predisposti i mezzi tecnici. L’effetto non è solo tecnico; si tratta di mostrare una Roma quotidiana, abitata da persone comuni, piuttosto che una città patinata. La presenza di camion e attrezzature, in un contesto ordinato, comunica una invasione studiata e funzionale al racconto, senza snaturare il tessuto urbano.

una piccola formalità: origine, tono e identità della serie

Il progetto nasce come nuovo capitolo narrativo, tratto dall’omonimo romanzo di Alessia Gazzola. Il tono descritto dalla produzione punta meno al thriller esplicito e più a una tensione domestica sostenuta da situazioni di famiglia, eredità e segreti, dove le bugie possono avere conseguenze importanti. Non si tratta di un ritorno di stagioni precedenti, ma di una pagina autonoma che sviluppa una suspense credibile e molto italiana, legata a dinamiche familiari e a involucri di realtà quotidiana.

una piccola formalità: protagonisti e dinamiche

La figura centrale è una giovane professionista milanese, una giornalista di lifestyle, la cui routine cambia in seguito a un’eredità inattesa associata a uno zio poco noto. Il quadro narrativo sviluppa tensioni legate a soldi, proprietà e responsabilità, mettendo in crisi l’armonia familiare. A sostenerla operano due elementi che aumentano la pressione: un notaio che, se da una parte rappresenta chiarezza e regole, dall’altra è coinvolto in una situazione intricata; e il fidanzato, apparentemente stabile, che può rivelarsi un tassello di una struttura in divenire. La situazione diventa una cornice in cui sospetti e verità possono emergere gradualmente, senza soluzioni rapide.

una piccola formalità: regia, produzione e sviluppo

Dietro la macchina da presa c’è Davide Marengo, regista noto per una precisa impronta di ritmo e atmosfera. La produzione è affidata a Clemart, casa con una consolidata esperienza Rai. Le riprese hanno un inizio romano e, con il proseguire della lavorazione, si articolano tra Roma e Milano, puntando a una qualità elevata che possa sostenere l’identità della serie. L’intenzione è offrire un prodotto curato, capace di collocarsi su traguardi ambiziosi nel panorama televisivo italiano, mantenendo una logica di continuità con i canoni Rai ma con una sensibilità contemporanea.

una piccola formalità: nominativi principali

Nel contesto della produzione emergono figure chiave legate a personaggi e ruoli principali della storia. L’elenco che segue evidenzia le presenze centrali e gli elementi di raccordo tra trama, autrice e casa di produzione:

  • Rachele Braganza — protagonista, giornalista di lifestyle
  • Manfredi — notaio, ex compagno di scuola
  • Alessio — fidanzato
  • Davide Marengo — regista
  • Clemart — casa di produzione
  • Alessia Gazzola — autrice del romanzo originario
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Categorie: Tv e Serials

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