Scoperta rete di spaccio a Monterotondo: droga occultata in libri e auto, 4 arresti
Nel contesto di Monterotondo, alle porte di Roma, si è delineata una dinamica di spaccio che intreccia ambienti domestici e aree pubbliche. In una notte di controlli mirati, le autorità hanno chiuso un filone investigativo con quattro arresti, il sequestro di sostanze stupefacenti e di contante, e una chiara matrice familiare dell’operazione.
spaccio familiare a monterotondo
Durante un normale servizio di controllo del territorio, rafforzato per il periodo festivo, i Carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Monterotondo hanno notato elementi anomali: due autovetture ferme ai margini di una strada, diverse persone a bordo e una iniziale mancanza di fretta nel ripartire. Un dettaglio ha innescato l’intervento.
i controlli dei carabinieri
Nella prima utilitaria è stato fermato un 39enne tunisino, trovato in possesso di dosi di cocaina pronte per la vendita. All’interno dell’auto spunta un libro modificato, svuotato per ricavare un nascondiglio artigianale e contenente altra droga.
Accanto, nella seconda vettura, si trovano un uomo di 51 anni, una donna di 48 e il figlio ventunenne della coppia. Tutti conviventi, tutti coinvolti. Sull’abbigliamento e nell’auto sono stati rinvenuti ulteriori grammi di cocaina, mannite per il taglio della sostanza, un bilancino di precisione e 500 euro in contanti.
La perquisizione ha rivelato una piccola rete familiare dello spaccio, collegata al cittadino tunisino. Tutti sono stati arrestati e sottoposti agli arresti domiciliari su disposizione della Procura della Repubblica di Tivoli, nell’attesa delle decisioni del Tribunale.
- 39enne tunisino, presente nella prima auto, con cocaina pronta per la vendita e un nascondiglio artigianale ricavato da un libro
- 51enne uomo, convivente
- 48enne donna, convivente
- 21enne figlio, convivente
investimento pedonale a monterotondo
Nella stessa finestra operativa, una persona ha investito una giovane pedone sulle strisce a Monterotondo e si è data alla fuga. L’investitore era privo di patente e di assicurazione, elementi emersi nel corso delle verifiche successive.

