Scoperte due tombe romane repubblicane nel parco di Pietralata

Giampiero Colossi • Pubblicato il 14/01/2026 • 3 min

Roma rivela una dimensione meno celebrata della sua storia: nel quartiere di Pietralata, tra scavi di archeologia preventiva e trasformazioni urbanistiche, emergono reperti che ridefiniscono la percezione della capitale. Una sequenza di elementi architettonici e sepolture offre una narrazione accurata di un passato articolato, inserito in un contesto contemporaneo di sviluppo e pianificazione. La valorizzazione di questi ritrovamenti non è solo una questione di conservazione, ma una scelta di responsabilità culturale che coinvolge l’intera comunità.

scavi e politica: quando lo sviluppo urbano deve fare i conti con la storia

L’archeologia preventiva si pone come strumento di integrazione tra crescita urbana e tutela del patrimonio. L’operazione è guidata dalla Soprintendenza Speciale di Roma, con la direttrice Daniela Porro, e incide sulla gestione del territorio attraverso una pianificazione responsabile che collega memoria e land planning. In questa cornice, la politica pubblica non è mera cornice normativa, ma parte attiva di una dinamica che riflette principi di conservazione, inclusione sociale e continuità urbana.

un asse antico attraversa pietralata: la roma che scorreva verso l’aniene

All’interno di un’area di circa quattro ettari, le indagini avviate nell’estate del 2022 hanno restituito un paesaggio abitato tra il V e IV secolo a.C. e il I secolo d.C., con evidenze anche tra II e III secolo d.C. Al centro c’è un percorso viario che dialoga con un corso d’acqua diretto verso l’Aniene: strade e acqua definiscono potere, controllo del territorio, economia e ritualità.

il sacello e l’ombra di ercole: fede, identità e prestigio nel quartiere

dalla strada si accedeva a un sacello, piccolo tempio quadrangolare con tracce di intonaco interno e un elemento centrale interpretabile come altare. La notizia più significativa verte sulla devozione come strumento identitario e di status: nel deposito votivo sono stati rinvenuti ex voto in terracotta raffiguranti teste, piedi, figure femminili e bovini, riferimenti al culto di Ercole diffuso lungo la via Tiburtina. In pratica, la religione contribuiva a costruire consenso, appartenenza e autorità.

le tombe repubblicane e la gens potente: chi comandava davvero in zona

Due tombe a camera, collegate da corridoi scavati nel tufo, testimoniano una presenza significativa oltre i contadini o i viaggiatori. Un ingresso monumentale e corredi ricchi indicano centralità sociale, mentre l’altra sepoltura conserva resti umani e un dettaglio sorprendente: la traccia di una trapanazione chirurgica sul cranio. Questi elementi fanno ipotizzare una gens potente con una facciata funeraria monumentale, parzialmente spogliata e riutilizzata in età romana: memoria, potere e riuso si intrecciano in un classico scenario romano.

le due vasche giganti: acqua, rituali e il bivio delle scelte pubbliche

Tra i ritrovamenti si distinguono due vasche monumentali, ancora enigmatiche. Una è lunga e alimentata da canalette, con nicchie che sembrano indicare funzioni cultuali più che produttive. L’altra, più profonda e dotata di rampe, non presenta ancora canali chiari di adduzione o deflusso: questa incertezza spalanca la necessità di decisioni pubbliche su come valorizzare e integrare le strutture nel tessuto urbano. A breve, al termine delle ricerche, partirà un piano di valorizzazione che definisce l’orizzonte operativo della gestione.

Note sui protagonisti citati nel testo:

  • Daniela Porro
Roma, i reperti rinvenuti - www.7colli.it
Scoperte due tombe romane repubblicane nel parco di Pietralata
Scoperte due tombe romane repubblicane nel parco di Pietralata
Categorie: Cronaca

Per te