Scuole italiane, censimento degli alunni palestinesi: schedatura o prassi amministrativa?

Giampiero Colossi • Pubblicato il 16/01/2026 • 3 min

Una circolare del ministero dell’istruzione ha acceso un acceso dibattito nazionale trasformando un atto amministrativo in questione politica. Al centro della contesa c’è la richiesta alle scuole di determinare quanti alunni palestinesi siano presenti nelle classi italiane, con l’obiettivo dichiarato di organizzare interventi dedicati. Da una parte si contesta la possibile schedatura basata sull’origine, dall’altra si sostiene che si tratti di un monitoraggio mirato a facilitare l’insegnamento e l’inserimento degli studenti. Una dinamica che coinvolge direttamente le istituzioni scolastiche e i bambini.

monitoraggio degli studenti palestinesi: contesto e obiettivo

Il documento, inviato l’8 gennaio, richiede agli istituti pubblici e paritari di comunicare entro pochi giorni il numero di alunni palestinesi iscritti e l’ordine di scuola frequentato. Secondo il ministero, tali dati sono fondamentali per definire interventi linguistici adeguati e percorsi di integrazione. L’attenzione si concentra su una nazione specifica, il che ha alimentato critiche sull’equità del monitoraggio.

cosa prevede la circolare

La circolare punta a raccogliere dati essenziali per calibrarne l’assistenza scolastica, senza estendere la rilevazione a tutte le comunità straniere. L’obiettivo dichiarato è fornire supporto linguistico e facilitare l’inserimento degli studenti all’interno dei vari ordini di scuola.

interpretazioni e rischi di stigmatizzazione

Nel dibattito pubblico la parola rilevazione è stata associata a una possibile discriminazione basata sull’origine. Le opposizioni hanno avvertito che il focus su una singola nazionalità potrebbe portare a etichette e a una gestione dei dati sensibili con potenziali effetti negativi sui minori.

reazioni e repliche

posizioni dell’opposizione

Organizzazioni e rappresentanti politici hanno definito la circolare una schedatura interna e hanno messo in guardia dal rischio di ghettizzazione. Il partito democratico ha chiesto una motivazione più ampia: perché censire esclusivamente i bambini palestinesi invece di includere tutte le comunità straniere?

posizioni della maggioranza

Il fronte di governo sostiene che la circolare non costituisce un censimento, ma un monitoraggio identico a quello avviato con gli studenti ucraini. L’obiettivo è facilitare il supporto linguistico e l’integrazione degli alunni, evitando strumentalizzazioni che possano comprometterne l’istruzione.

chiusura e chiarimenti ufficiali

chiarimento del ministero

Il ministero dell’istruzione e del merito ha ribadito che la finalità è favorire l’inserimento completo degli studenti palestinesi, verificando numero e distribuzione nei diversi ordini di scuola. Le modalità ricalcano quanto già applicato in passato per i minori ucraini, respingendo l’uso improprio dei dati e la lettura meramente politica della misura.

nominativi principali

Nell’ambito del dibattito emergono figure di rilievo che hanno espresso posizioni diverse:

  • Giorgia Latini
  • Giuseppe Valditara
  • Carmela Palumbo
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Scuole italiane, censimento degli alunni palestinesi: schedatura o prassi amministrativa?
Categorie: Cronaca

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