Sigillati 7 stabilimenti per rifiuti nei Regi Lagni, tre indagati tra Frattaminore, Grumo e Sant’Arpino
lo smaltimento illecito di rifiuti tessili tra caivano e i territori limitrofi
Una vasta operazione di indagine ha portato alla luce un complesso sistema di smaltimento illegale di rifiuti provenienti dal settore tessile, che ha lasciato un’impronta drammatica nella zona di Caivano e delle aree periferiche circostanti. Attraverso accurate attività di monitoraggio e intercettazioni, emergono dettagli inquietanti su pratiche illegali diffuse, che coinvolgono non solo trasportatori potrebbero essere collegati a imprese senza regolare autorizzazione. Questi comportamenti hanno trasformato un tratto di territorio, quello della Strada Vicinale dei Regi Lagni, in un vero e proprio cimitero di materiali di scarto, con ricadute serie sull’ambiente e sulla salute pubblica.
attività clandestine di smaltimento e i soggetti coinvolti
le operazioni di trasporto e stoccaggio
Il cuore dell’attività illecita risiede in un’attività di raccolta di scarti tessili effettuata da un soggetto locale di 64 anni. Armando Derbini, residente a Casandrino, ha allestito un centro di accumulo abusivo nel suo garage di viale della Rimembranza, usato come punto di raccolta per i rifiuti provenienti da numerose aziende della zona. I rifiuti, spesso di origine industriale, venivano raccolti con veicoli, in particolare una Citroen Berlingo, e trasportati tra diversi opifici a Sant’Arpino, Grumo Nevano e Frattaminore, senza rispettare le normative di legge.
le modalità di smaltimento illegale
Quando i sacchi di rifiuti si accumulavano, entrava in scena un secondo step: un furgone Ford Transit, dotato di targa straniera, effettuava ripetuti viaggi notturni. La fase di caricamento coinvolgeva due giovani di nazionalità rumena, Adrian Cristea, 23 anni, e Adrian Ilie Ratoi, 18 anni, che caricavano decine di sacchi pieni di materiali tessili o di scarto industriale. Le indagini hanno documentato, tramite tecnologie avanzate come droni, sistemi di tracciamento GPS e fototrappole, le operazioni di scarico del materiale in aree isolate, spesso nei pressi dei corsi d’acqua, come i Regi Lagni, o sui margini delle carreggiate.
le conseguenze ambientali e i rischi collegati
l’impatto dell’abbandono di rifiuti
Le immagini e i rilievi investigativi segnalano un’attività coordinata e ripetitiva, con continui scarichi di materiali tessili, tubi al neon, materiali da imballaggio e rifiuti pericolosi. In alcuni casi, i rifiuti venivano bruciati in modo clandestino, provocando emissioni di sostanze tossiche che compromettevano la qualità dell’aria e aggravavano l’inquinamento nel territorio.
il quadro legale e le misure adottate
Le investigazioni hanno portato al sequestro di due veicoli utilizzati per i trasporti, di un garage di deposito e di sette siti industriali tra Caivano, Grumo Nevano, Sant’Arpino e Frattaminore. Sono stati inoltre sequestrati impianti e aree utilizzate come depositi di rifiuti, incluse le strutture di lavorazione e i macchinari impiegati per la produzione e la triturazione degli scarti tessili. Il provvedimento giudiziario ha anche previsto la custodia dei mezzi e delle aree sequestrate, affidata a figure autorizzate, così da impedire che pratiche illegali possano riprendere in futuro.
