Uomo bruciato vivo a Roma: la Procura indaga per omicidio

Giampiero Colossi • Pubblicato il 15/01/2026 • 3 min

Una vicenda di incertezza e contrasto tra prima impressione e verità emerge dalla rilettura di un episodio avvenuto a Trigoria: un corpo carbonizzato trovato in strada ha rivelato elementi che hanno impedito di attribuire immediatamente un gesto estremo. L’evento, verificatosi in serata, è stato oggetto di una continua verifica investigativa che ha portato a una rivalutazione dell’ipotesi iniziale, spostando l’attenzione dall’idea di suicidio a quella di un delitto intenzionale.

omicidio in strada a trigoria: scena e primi dubbi

La dinamica è emersa quando, poco dopo le 19, passanti hanno chiamato i soccorsi. In via Alvaro del Portillo, davanti all’ingresso del Campus Biomedico, un uomo è stato visto avvolto dalle fiamme; al loro arrivo i soccorritori hanno potuto solo constatare il decesso. Il corpo non riportava documenti né segni di identità evidenti; erano presenti solo un cappello e un bastone, mentre sotto di lui è stato trovato un accendino. All’esame iniziale non erano immediatamente ricavabili elementi di violenza, e la vittima non era identificabile agevolmente, rendendo inizialmente plausibile l’ipotesi di suicidio.

indagine e elementi che cambiano l’ipotesi ufficiale

presenze sospette e ricostruzione dettagliata

Con il passare dei giorni i carabinieri di Pomezia, sotto la guida della magistratura, hanno rivisitato i luoghi, urlando nuovamente le testimonianze e ricostruendo minuto per minuto quanto accaduto prima delle fiamme. Emergono presenze sospette, movimenti anomali e momenti concitati che non trovano riscontro in una semplice azione volontaria. Questi elementi, sommati a una prima analisi della scena e della modalità del rogo, hanno rafforzato i dubbi iniziali e hanno portato la Procura a rivedere l’ipotesi iniziale.

coerenza tra rogo, contesto e tempi

Le verifiche tecniche hanno evidenziato discrepanze tra la modalità dell’incendio, il contesto ambientale e i tempi di combustione, elementi che non si prestano a una spiegazione riconducibile a un gesto autolesionistico. La ricostruzione suggerisce che l’evento potrebbe essere stato pianificato e mirato, piuttosto che casuale, alimentando la valutazione di un delitto intenzionale e chiedendo una risposta giudiziaria adeguata.

movente e dinamica: perché l’atto non sembra casuale

valutazioni su possibili piste

La possibilità di una rapina resta una delle piste considerate, ma la crudeltà dell’azione e la brutalità del rogo non trovano una spiegazione semplice in tale contesto. Inoltre, la vittima non risulta identificata in modo chiaro né presente in archivi o registri ufficiali, né è stata denunciante da qualcuno come persona scomparsa. Questi elementi contribuiscono a una valutazione generale che non associa l’episodio a motivazioni ordinarie o occasionali.

esito dell'inchiesta e stato attuale

L’indagine procede con cautela, tra verifiche incrociate e piste ancora aperte. L’esito principale resta l’affermazione che l’uomo non sarebbe deceduto per scelta, ma sarebbe stato ucciso. Tale conclusione impone ulteriori accertamenti e la necessità di individuare chi sia responsabile dell’omicidio e quali siano i fattori che hanno motivato l’azione criminale.

Nel corso delle attività investigative emergono figure di rilievo e si mantiene un perimetro operativo orientato a chiarire la dinamica e il movente dell’episodio.

In questa sezione si citano i principali soggetti coinvolti nelle fasi investigative:

  • Chiara Capoluongo – pm
Carabinieri scientifica
Uomo bruciato vivo a Roma: la Procura indaga per omicidio
Categorie: Cronaca

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